Le potenzialità “rurali e lacuali” per il lago di Bolsena alla Giornata mondiale del turismo sostenibile

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NewTuscia – BOLSENA – Intercettare i cambiamenti in corso nella domanda turistica e saper dialogare con le nuove forme di percezione della vacanza, cioè il turismo sostenibile. Su questo tema si è tenuta venerdì scorso, presso il centro dell’Associazione Agricoltura di collina di Montecastrilli e terre Arnolfe, la “Giornata mondiale del turismo sostenibile” che ha visto la partecipazione di relatori proventi da diverse realtà per confrontarsi sulle prospettive delle nuove forme di turismo che stanno sempre più crescendo anche nel contesto italiano, in particolare delle realtà minori. Alla giornata e stato invitato a presentare le potenzialità e le possibili prospettive per lo sviluppo sostenibile nell’ambito delle realtà lacustri e fluviali Antonio Quattranni che ha presentato un intervento incentrato sul territorio rurale e lacuale del bacino del lago di Bolsena.

Tra le relazioni hanno avuto rilievo gli interventi di Adriano Ciani, già docente alla facoltà di Agraria ell’Università di Perugia e segretario generale dell’Associazione Mondiale Arre Rurali, di Yasuo Ohe dell’Università di Chiba (Tokyo), di Fausto Faggioli, presidente di Earth – European academy for rural territories hospitality, di Carlo Hausmann, già assessore regionale del Lazio ed esperto di turismo rurale, di Alberico Finistauri del Laboratorio del paesaggio di Avigliano e Terre Arnolfe, di Massimo Manini, presidente della cooperativa comunitaria Surgente, gestore della Foresta Fossile di Dunarobba, di Andrea Sisti (presidente di Waa – Associazione mondiale degli agronomi).

Nel suo intervento Antonio Quattranni, invitato come autore di varie pubblicazioni sul mondo rurale e promotore di varie manifestazioni di valorizzazione del mondo agrituristico e rurale, ha evidenziato le opportunità che si vanno sviluppando nella domanda con nuove forme di fruizione turistica del territorio che si vanno sempre più caratterizzando, in particolare nelle aree interne, per la ricerca di qualità ambientale e di relazioni esperienziali che si legano al rispetto della cultura e del patrimonio locale e proprio da questo tipo nuovo di domanda si deve  puntare alla valorizzazione e allo sviluppo delle forme di turismo sostenibile e responsabile, puntando anche sul patrimonio rurale insieme a ittioturismo e turismo nautico “pulito”, con il rispetto della risorsa-lago, anche attraverso l’organizzazione di manifestazioni mirate alla ricostruzione di un’immagine che di fatto negli ultimi anni si è molto deteriorata.