Oggi lo sciopero globale per il clima Global Climate Strike

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Questa settimana sarà storica. In oltre 150 paesi, molti cittadini si stanno mobilitando per sostenere i giovani scioperanti del clima e chiedono la fine dell’era dei combustibili fossili.

I giovani hanno svegliato gran parte del mondo con i loro scioperi scolastici del venerdì per il clima.

Ora, milioni di adulti si stanno unendo in un’enorme ondata che darà il via a nuove azioni in tutto il mondo. L’urgenza della crisi climatica richiede un nuovo approccio e una risposta equa incentrata su diritti umani, equità e giustizia. Segui le azioni e unisciti al movimento.

Come riferito dall’Agenzia  Askanews  E’ iniziato a livello globale lo “sciopero del clima”. Da Melbourne a Stoccolma, da New York a Parigi, gli attivisti per il clima partecipano oggi a grandi manifestazioni che hanno come capofila la figura di Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata figura-simbolo delle iniziative contro il cambiamento climatiche.

“Questo è grande, Melbourne” hanno twittato dalla città australiana, facendo riferimento a una manifestazione alla quale gli organizzatori valutano abbiano partecipato 100mila persone. Il Global Climate Strike è il terzo di una serie di iniziative globali per il clima organizzate a partire dalle scuole e guidate dalla Thunberg. All’iniziativa hanno aderito anche sindacati, gruppi umanitari, organizzazioni ambientaliste e alcune compagnie globali.

Greta Thunberg, che è a New York in vista del summit Onu sul clima del 23 settembre, ha sostenuto che sono stati organizzati 4.638 eventi in 139 paesi.

La lotta ai cambiamenti climatici e lo stop consumo di suolo in Italia: dai dati del Rapporto Ispra emergono chiaramente due tra le priorità ambientali su cui il Paese e il Governo dovranno lavorare: i cambiamenti climatici in corso stanno già causando danni al territorio e alla salute dei cittadini, e a soffrirne di più sono soprattutto le grandi città, indietro nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici; senza contare che nella Penisola resta un problema irrisolto, il consumo di suolo.

Per questo è fondamentale definire norme e regole efficaci, azioni e strategie concrete non più rimandabili che mettano al centro le politiche climatiche, la lotta all’inquinamento, ma anche la rigenerazione urbana, la riqualificazione edilizia e la tutela del suolo.

Con l’indirizzo e la  supervisione del Governo, ogni regione e il singolo comune possono attuare  provvedimenti prendere per la salute pubblica, la salubrità dell’aria e la qualità della vita urbana:

  1. a) l’attuazione di misure d’urgenza omogenee e temporanee;
  2. b) il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze, incrementando l’efficienza energetica ed agevolando il passaggio a combustibili meno inquinanti;
  3. c) il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi del trasporto pubblico e di servizio pubblico in esercizio, anche attraverso l’attivazione di un’unica centrale di committenza a cui Regioni e Comuni possano rivolgersi per una rapida immissione di mezzi pubblici ecologici;
  4. d) la promozione di una rete di ricarica, anche a ricarica rapida, efficiente soprattutto nelle aree metropolitane che supporti la riconversione elettrica dei mezzi pubblici e privati di trasporto, anche mediante incentivi all’acquisto di veicoli merci, autobus, autoveicoli privati, taxi/NCC e biciclette alimentati ad energia elettrica;
  5. e) l’implementazione e il miglioramento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale;
  6. f) le misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico, quali, a titolo esemplificativo, l’offerta di abbonamenti integrati comprendenti ferrovie, bus, metro, bike sharing, car sharing , sosta gratuita nei nodi di scambio extra urbani, realizzazione di nuove piste ciclabili, corsie preferenziali per il trasporto pubblico ed aree di totale pedonalizzazione;
  7. g) l’introduzione al livello nazionale del limite di 30Km/h all’interno dei centri abitati, con l’eccezione delle principali arterie di scorrimento;
  8. h) la promozione e diffusione di buone pratiche agricole volte alla limitazione delle emissioni di ammoniaca derivanti dalla somministrazione di fertilizzanti azotati o dagli allevamenti, anche tenuto conto dell’aggiornamento della direttiva sui tetti nazionali alle emissioni (cosiddetta direttiva NEC) di futura emanazione;
  9. i) le misure innovative per la dissuasione e la repressione della sosta di intralcio e la sincronizzazione dei semafori con monitoraggio dell’intensità di traffico, tese ad aumentare la fluidità del traffico veicolare;
  10. l) l’omogeneizzazione e soprattutto la condivisione ed l’interoperabilità di dati e informazioni sulla qualità dell’aria quantomeno in tempo quasi reale. Infatti tali dati e informazioni sono oggi disponibili solo sui siti web ufficiali delle singole Agenzie, ma prodotti ed esposti secondo modalità e formati differenti tra loro;
  11. m) la produzione da parte di ISPRA di un Bollettino periodico, sulla base dei bollettini regionali prodotti dal sistema agenziale, e dei dati e delle informazioni di cui al comma precedente di sintesi complessiva posta a disposizione delle Autorità ambientali quanto delle popolazioni;
    n) la definizione di un obbligo di revisione dei Piani della Qualità dell’aria (art. 9 D.Lgs 155/2010) ogni 4 anni e la definizione di una linea guida unica per la redazione degli stessi da parte del Ministero tramite il supporto tecnico/scientifico di ISPRA e del sistema agenziale;
    o) le misure agevolative finalizzate alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico relativi agli impianti sportivi pubblici, nonché a favore di altri edifici pubblici;
    p) le misure volte alla metanizzazione degli impianti termici in uso presso la pubblica amministrazione, all’atto della sostituzione degli stessi per vetustà/guasti;
    q) le misure volte alla rottamazione/riconversione dei veicoli più inquinanti, con particolare riferimento alle flotte merci, promuovendo l’utilizzo delle tecnologie e combustibili a basso impatto ambientale;
  12. r) le misure volte alla aumento del verde pubblico all’interno delle aree urbane, con particolare attenzione alla problematica della piantumazione in aree urbane ed extraurbane;
    s) le misure volte all’avvio ed alla realizzazione dei nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci e per l’elettrificazione delle banchine portuali;
    t) il potenziamento dei sistemi tecnologici di monitoraggio e di controllo per il rispetto delle misure della limitazione della circolazione nei centri urbani.

Tra le misure d’urgenza omogenee e temporanee sono state individuate dalle parti firmatarie del Protocollo ulteriori misure.


  1. a) l’abbassamento dei limiti di velocità di 20 km/h in aree urbane estese al territorio comunale ed alle eventuali arterie autostradali limitrofe (previo accordo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti);
  2. b) l’attivazione di sistemi di incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico locale e della mobilità condivisa;
    c) la riduzione delle temperature massime di 2 gradi di riscaldamento negli edifici pubblici e privati;
    d) la limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento.

Le misure emergenziali saranno attivate dopo reiterati superamenti delle soglie giornaliere massime consentite delle concentrazioni di PM10, di regola identificabili in 7 giorni.

Per  favorire l’individuazione e l’attivazione di strategie e azioni comuni finalizzate alla prevenzione ed alla risoluzione delle problematiche ambientali in materia di inquinamento urbano, è stato specificatamente istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un “Comitato di coordinamento ambientale delle Regioni e delle Città metropolitane” tra i Presidenti delle Regioni e i Sindaci delle Città metropolitane, presieduta dal Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare per la definizione e l’aggiornamento periodico del piano strategico triennale del territorio metropolitano

Con adeguate dotazioni economiche di queste misure coordinate ci si aspetta anche un cambio di abitudini da parte dei cittadini che, da recentissime indagini, scelgono  sempre di più  l’auto come mezzo privilegiato di trasporto, a discapito di quello pubblico, per il quale ci si attende un sostanziale, razionale e programmato rilancio, al di là di annunci e proclami.