Finisce la provvisorietà della sede del mercato ortofrutticolo di Terni

NewTuscia – TERNI – Riceviamo e pubblichiamo.

Con la realizzazione della cittadella dello sport nei pressi del Foro Boario di Terni, finisce la precarietà dell’ubicazione del locale Mercato Ortofrutticolo, che si è prolungata per oltre sessanta anni. Alla fine degli anni 50 i grossisti erano dislocati all’interno della città nelle zone di inizio C.so Vecchio, Piazza Castello, Piazza Carrara e Porta s. Angelo, il Comune visto il crescente aumento di nuovi edifici con relativo aumento della popolazione, vista la necessità di trasferire quel tipo di attività dal centro, concesse temporaneamente l’area attuale per l’insediamento del mercato in attesa di definire un’area ben precisa, vedasi il tipo di costruzioni leggere dell’epoca e poco diverse anche quelle restaurate in seguito.

Già negli anni 90 la giunta Ciaurro aveva proposto il trasferimento del mercato stesso in un’area a Maratta, dove oltre alla frutta dovevano coesistere un ingrosso del pesce e di prodotti alimentari in genere.

In seguito, dopo la caduta della giunta Ciaurro, per anni né il Comune né gli operatori hanno proseguito nello studio del trasferimento, tantomeno lo hanno realizzato. Negli anni si sono susseguite solo concessioni temporanee di pochi anni. Da notare che fino alla metà degli anni 90 non veniva quasi da nessun operatore versato il canone di affitto né il Comune ha mai attivato azioni di riscossioni.

Oggi alla luce del progetto della cittadella dello sport di prossima realizzazione l’ente municipale ha dovuto inviare PEC agli operatori per il rilascio degli immobili entro il 31 dicembre 2019, dato che in seguito le strutture saranno abbattute.

Il problema è che in poco più di tre mesi crediamo sia impossibile realizzare nuove strutture con celle frigorifere e altri annessi specifici, inoltre come riconosciuto dallo stesso Comune la crisi del settore non fa si che gli operatori possano sostenere costi di alcune centinaia di euro per le nuove costruzioni e l’abbattimento delle attuali.

Va inoltre evidenziato che nelle attuali strutture sono presenti celle refrigeranti, alcune costruite negli anni 60, dove potrebbero essere presente fibra di amianto, all’epoca utilizzata come materiale isolante, e che la loro dismissione dovrebbe necessariamente passare per procedure di bonifica e smaltimento secondo quanto previsto dalla normativa vigente, senza dispersione in aria di materie inquinanti e nocive per la salute.

Sarebbe ragionevole se gli operatori e Comune trovassero un accordo, nel quale anche l’ente partecipasse alle spese.

Inoltre si propone di interessare le varie piccole cooperative di produttori e produttori individuali per far insediare anche loro nella nuova struttura come avviene nei più moderni mercati ortofrutticoli, con concentrazione degli operatori e ripartizione delle spese.

Centro Studi Malfatti