Le valutazioni di Confartigianato di Terni si inquadrano in un contesto economico che in Umbria presenta luci e ombre

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NewTuscia – TERN – Riceviamo e pubblichiamo. I dati del Comune di Terni indicano un trend demografico negativo più accentuato rispetto alla media nazionale: nel 2018 il comune di Terni ha perso 440 residenti, con un calo del 4 per mille, più accentuato dell’1,5 per mille medio nazionale. La quota di ultra65enni sale al 26,5% del totale dei residenti, quasi quattro punti superiore al 22,6% medio nazionale. La tendenza peggiora nell’intera provincia di Terni: l’esame dei dati Istat indica nel 2018 una perdita di 1221 residenti, pari ad un calo del 5,4 per mille.

L’Umbria registra una performance economica inferiore alla media nazionale: nella fase di ripresa 2013- 2017 il PIL pro capite a prezzi costanti ristagna in Umbria (+0,4%) a fronte di un aumento del 2,4% nel Centro e del 4% in Italia. L’Umbria, dietro a Valle d’Aosta (-1.7%) e Sicilia (-0,2%), è la terz’ultima regione  per dinamica del PIL pro capite nel periodo in esame.

Il rapporto sull’economia regionale di Banca d’Italia pubblicato a giungo conferma per il 2018 una crescita modesta dell’attività economica umbra, ancora inferiore a quello dell’Italia; rimane debole la domanda interna, per consumi e investimenti.

La tenuta dell’export regionale (+1,3% nel primo trimestre 2019, +2,4% al netto della metallurgia) potrebbe non essere sufficiente in un contesto di rallentamento del commercio internazionale.

Continua a peggiorare il credito alle piccole imprese che a marzo 2019 segna un calo del 3,8% a fronte di una flessione del 2,3% registrata a livello nazionale: il calo condiziona la propensione ad investire, la domanda di lavoro e la dinamica della produttività delle imprese.

L’andamento dell’occupazione al primo trimestre del 2019 è dello 0,2%, meno dinamica del +0,6% della media nazionale. Nella media degli ultimi quattro trimestri si osserva un andamento particolarmente negativo per l’occupazione manifatturiera.

Il calo degli investimenti in edilizia registrato a livello nazionale nel secondo trimestre del 2019 si sovrappone allo spiazzamento delle micro e piccole imprese operanti sul mercato degli interventi sostenuti dall’ecobonus: lo sconto in fattura introdotto dal decreto crescita (DL 34/2019) è distorsivo della concorrenza e costringe le MPI specializzate su questo comparto a rinunciare al lavoro: nostre analisi evidenziano che una impresa tipo di cinque addetti specializzata su questo segmento di mercato, non avendo capienza per praticare tale sconto, deve rinunciare al 58% dei lavori.

Positiva la crescita della domanda pubblica: i pagamenti dei Comuni umbri per investimenti salgono del 12,4% nel I trimestre 2019.

Ancora critica la situazione dei tempi di pagamento: al IV trimestre 2018 il tempo medio di pagamento dei comuni umbri è di 47 giorni, superiore ai 35 giorni della media nazionale, collocando l’Umbria al secondo posto in Italia dietro alla Calabria (49 giorni) per tempi dei pagamenti delle amministrazioni comunali. Un comune umbro su quattro (25%) paga oltre i 60 giorni, quota doppia della media nazionale (12,8%).

Le attuali criticità nell’edilizia aggravano gli effetti di una lunga e pesante crisi: in dieci anni l’occupazione nelle Costruzioni in regione si è quasi dimezzata (-44,7%), passando da 37 mila occupati del 2009 a 20 mila del 2019, con una perdita di 17 mila posti di lavoro.

Da sostenere le iniziative per incrementare l’attrazione turistica al fine di consolidare il buon andamento delle presenze turistiche dei primi quattro mesi del 2019; il trend conferma la crescita delle presenze del 2018 (+8,3%). In Umbria, sono 3.105 le imprese artigiane operanti in settori interessati dalla domanda turistica, pari al 15,2% dell’artigianato della regione.

Nei settori dell’artigianato artistico – con una marcata specializzazione per Abbigliamento e Lavorazione artistica della ceramica – operano 4.911 imprese con 15.760 addetti

Contesto di selezione delle imprese artigiane: in cinque anni si sono perse quasi duemila (-1.962) imprese artigiane registrate, passate da 22.488 nel II trimestre 2014 a 20.526 nel II trimestre del 2019, uno stillicidio di 1,1 imprese in meno al giorno.

Nel contesto del nostro territorio sono opportuni interventi che facciano leva sulle energie e risorse delle micro e piccole imprese che in Umbria danno lavoro a 171 mila addetti e rappresentano il

73,3% dell’occupazione delle imprese, superiore al 64,5% della media nazionale. Sono 49 mila gli addetti dell’artigianato.

Gli spunti di analisi si basano su elaborazioni dell’Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat, Banca d’Italia, Mef-Siope, Regione Umbria, Comune di Terni, Unioncamere-Infocamere.