Si al Pasto da casa dal competente tribunale

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NewTuscia –  ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

Cibo sano in mente sana.
Dovrebbe essere solo questo il motto per migliaia di genitori, ed invece, a ricorrere al TAR è stata una sola famiglia, a cui certamente va la nostra gratitudine ed il nostro plauso, da anni siamo impegnate come associazione su questo tema.

Il pasto domestico pertanto è ammesso nonostante alcune contraddittorie informazioni apparse sulla stampa ad agosto a seguito della recente Sentenza di Cassazione. Contraddittorie in quanto la Cassazione non ha mai affermato un divieto al cibo preparato a casa per il pranzo dei bambini del tempo pieno.
Infatti non avrdbbe potuto poiché la materia è di competenza del tribunale amministrativo, il quale, ne sanciva il diritto di scelta con una Sentenza di pari livello a quella della Cassazione.
È autorevole infatti per questo tema ( diritto amministrativo) la sentenza n. 5156 del 3 settembre 2018 del Consiglio di Stato , che afferma il diritto di famiglie e bambini di portare a scuola il pasto domestico e consumarlo nel refettorio insieme agli altri compagni.

Purtroppo però alcuni DS e Assessori ( pochi per nostra fortuna!) hanno sinora discriminato i bimbi del pasto da casa costringendoli a mangiare in classe lontano dai compagni, in laboratori o in sgabuzzino. La scuola è il tempio dell’educazione scientifica e morale dei nostri figli che non devono ricevere tali esempi negativi. L’istituzione scolastica come la Costituzione meritano rispetto.
Il T.A.R. del Lazio con ulteriore sentenza n. 6011 del 13 settembre 2019 afferma nuovamente il principio sancito dal CONSIGLIO DI STATO lo scorso anno. Il pasto da casa è ammesso ed a nulla valgono i regolamenti degli istituti comprensivi che lo vietano o lo discriminano, o le chiacchiere di assessori poco competenti, discriminazioni e impedimento nelle disdette della refezione scolastica, in capo ad assessori, o altri politici, sono nulle ed i efficaci, e , ci auguriamo che finalmemte lo abbiano compreso . In caso di difficoltà comunicate a chi vi ostacola di recarsi a mangiare Lui o Lei il cibo della mensa ogni giorno.

Anche se i bambini non votano hanno pari diritti e devono avere maggiori tutele.
Pertanto, u consiglio semplice ed efficace, in caso di contraddittorio, procedete con serenità ad una disdetta della refezione scolastica con raccomandata AR indizzata al Comune – Ufficio Scuolastico o Pubblica Istruzione –
nella quale specificate che rinunciate al servizio comunale per preferire il Pasto da casa come da Sentenza n. 5156 del 03/09/2018 Consiglio di Stato.
I bambini possono mangiare in mensa al tavolo con i loro compagni, docenti e personale ATA, come sempre nei casi di diverse intolleranze e celiachia, adottano la normale diligenza sorvegliano i bambini, come sempre avvenuto ad oggi.

I genitori dei bimbi col pasto da casa devono aver cura di informare i prorpi figli a non scambiare il cibo con gli altri compagni, a riporto in contenitori ermetici ed in borsa termica a parte, munito di acqua e panino.
Trovate ulteriori info sulla pagina Facebook ” Pasto da casa Roma Lazio ” o alla email mammetrusche@gmail.com.
Un ringraziamento al legale Giorgio Vecchione che da anni assiste eccezionalmente tutti i genitori in Italia che chiedono il pasto da casa.
A presto.
Associazione di volontariato Mamme Etrusche
Il Presidente
Francesca Toto
www.mammetrusche.it