Due note informative di approfondimento del libro “L’innocenza della zanzara” di Silvia Gentilini

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Con obiettivo esaudire le numerose richieste pervenute durante il fine settimana alleghiamo due note informative di approfondimento del libro dal titolo “L’innocenza della zanzara” curate in qualità di presentazione dalla Dottoressa Silvia Gentilini (Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Faenza), e da Marina Marazza curatrice della prefazione. Il libro scritto Claudio Venturelli e Raniero Bastianelli è stato presentato ufficialmente con organizzazione logistica Riserva Naturale Monte Rufeno presso la location S’Osteria 38.

 

Dottoressa Silvia Gentilini

Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Faenza

L’affascinante intreccio diabolico, oserei dire, tra crimine e mondo animale, in particolare quello degli insetti, (il protagonista Roberto e gli autori mi scuseranno per la totale incompetenza in materia), rappresenta senz’altro il “quid pluris” di questo piacevole giallo. Che mi rievoca alla mente quel bel romanzo di Thomas Harris “Il silenzio degli innocenti”, tradotto nell’altro famoso film di successo planetario. Mente lì il perno era rappresentato dall’inestricabile interpretazione della mente umana e della sua follia, il tutto nella sapiente cornice creata dal misterioso mondo degli insetti, qui siamo concretamente “calati a terra” perché, pur prefigurandosi scene a dir poco “inusuali”, questo gialla sia cala in un contesto decisamente umano con vizi e virtù, vendetta e riscatto. Non intendo svelarvi null’altro di questo bel giallo se non dirvi che proprio l’aderenza all’umano, insieme alle descrizioni delle caratteristiche personali e professionali, spesso anche esilaranti, dei protagonisti, Mario l’ispettore di Polizia e Roberto, l’inseparabile amico etologo, è ciò che prende di più di questa storia. Storia che nasce come un caso decisamente complicato – uno di quei casi per i quali, come si dice, si brancola nel buio – e si snoda per una serie di ingarbugliati intrecci che rimandano sempre, quasi come un “life motive”, al mondo animale. La suspense e l’interesse sempre alto che gli autori riescono a mantenere nella trama del racconto fanno senz’altro perdonare alcuni aspetti che forse rimangono un po’ più lontani dalla realtà. Se non altro da quella poliziesca , la mia, per la quale è  quanto meno improbabile pensare a un co-investigatore e aiutante fisso dell’Ispettore, che partecipa come ausiliario a tutte le azioni e alle sue indagini pur non indossando una divisa. Oppure, peggio ancora, che possa godere di un trattamento, diciamo così, di favore perché “amico” del poliziotto. Ma questo fa parte del “trailer” che cattura il lettore e gli impone di leggere tutto fino alla fine per scoprire come sono andate davvero le vicende di questa strana ma “umanissima” storia. La conclusione poi si inserisce perfettamente nel racconto, “occupa”, per così dire, il suo posto, pagando lo scotto di chi, cercando la verità, quando la trova non necessariamente trova anche giustizia. Non vado oltre, rischiando di svelare qualcuno dei molti particolari e aneddoti di cui è costellato questo racconto incalzante, che si gusta tutto d’un fiato e porta a farci riflettere sulla natura dell’uomo e delle sue debolezze. E magari fosse così, per quanto fiducia possa avere nella divisa che indosso.