“Il successo logora chi non ce l’ha”…

La lettera di minacce a Luca Profili
La lettera di minacce a Luca Profili

Gaetano Alaimo

NewTuscia – BAGNOREGIO – Il potere logora chi non ce l’ha. La frase storica dell'”immortale” Giulio Andreotti, uno dei politici più importanti della Prima Repubblica, calza bene al fatto di per sé increscioso ma, ad un’analisi più approfondita, definirei anche ridicolo, avvenuto questa mattina a Bagnoregio.

Il sindaco Luca Profili ha reso pubblico pochi minuti fa che gli è stata recapitata una lettera anonima in cui si paventa il “fare cassa” e “disonesta speculazione” sul lavoro che il sindaco Profili e il suo predecessore Francesco Bigiotti hanno fatto e continuano a fare su Civita di Bagnoregio. A parte la diffamazione, l’anomimo non si limita ad augurarsi che “…caro Sindaco, penso sia giunta l’ora di dimettersi”, ma ci dà giù pesante: “Spero che presto le scatteranno ai polsi le manette”, definendo Profili “disonesto nell’amministrare Bagnoregio…”.

Ora, a parte che chi scrive lettere anonime è di per sé un personaggio che ha qualcosa da nascondere perché non mette la faccia in quello che fa, tra le righe di questa fantomatica lettera di minacce si intravede quello che a Roma si chiama “rosicamento”.

In una parte della lettera si legge anche “…spero vivamente che l’erosione di Civita di Bagnoregio si acceleri e che presto sprofonda almeno cento metri sotto terra”. In quest’ultima frase non solo si manca di rispetto all’intera comunità di Bagnoregio, il cui simbolo è Civita, ma non si ricorda il lavoro fatto proprio dal duo Bigiotti-Profili per salvaguardare Civita di Bagnoregio che, fino a pochi anni fa, era chiamato il borgo che muore proprio per il destino ineludibile: i calanchi sono rocce friabili senza soluzione di continuità. Il vero e proprio miracolo di Luca Profili e Francesco Bigiotti è stato quello di permettere un altro destino, da costruire ogni giorno, a Civita. Il lavoro incessante di promozione di quello che, oggi, è considerato il borgo più bello d’Italia, non è andato solo in direzione dei numeri turistici da record (e, qui, sarà, il primo motivo del rosicamento del puerile e anonimo sottoscrittore della missiva anonima) ma anche e, aggiungerei, prioritariamente, nella salvaguardia di Civita. I soldi della Regione Lazio per salvaguardare Civita, il patto per la salvezza del sito (firmato dai principali nomi della cultura, politica e spettacolo italiani) e l’iter ormai maturo per diventare sito Unesco, sono tutti atti che mirano prioritariamente a evitare un destino che, le gestioni comunali del passato, avevano di fatto preso come inevitabile o, quantomeno, difficilissimo da evitare.

Quindi è inutile dare ulteriore peso mediatico al gesto isolato di un “disperato”, ma almeno andava un minimo ricordato ciò che ha fatto Luca Profili, prima come vicesindaco e ora come primo cittadino, per Civita di Bagnoregio e, in generale, per il suo paese.