Gloria è completa: la benedizione con la magia dell’aureola sulla testa di Santa Rosa (Foto)

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Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Gloria è pronta per il 3 settembre. Con un montaggio perfetto, iniziato la mattina alle 8 con il trasferimento delle componenti della Macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi dal cantiere dei Fiorillo sulla Tuscanese a San Sisto, è partito il conto alla rovescia per il quinto trasporto di Gloria.

A metà pomeriggio erano stati già montati la base e le tre componenti e, l’attesa, era tutta per la statua di Santa Rosa che, la sera, sarebbe stata benedetta dal vescovo  e, quindi, posta sulla sommità dell’ideazione di Raffaele Ascenzi.

Alle 21 in punto, infatti, con ali di folla già assiepati ai lati delle transenne, è iniziata la cerimonia di benedizione della statua di Santa Rosa di cui, già dal pomeriggio, si conosceva l’importante novità: un’aureola di 90 centimetri di diametro voluta da Ascenzi in segno di devozione di tutta una comunità. Le prime foto erano trapelate un po’ in sordina ma l’effetto già c’era tutto.

Al momento della benedizione della statua c’erano tutti i protagonisti: dal sindaco di Viterbo Giovanni Arena al vescovo Lino Fumagalli, dagli assessori comunali Marco De Carolis e Alessia Mancini al presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini passando per il Capofacchino Sandro Rossi e, ovviamente, i costruttori Vincenzo, Mirko e Stefano Fiorillo. Con loro la Madre Superiora delle suore alcantarine suor Francesca. Tutti de’en sentimento come si dice a Viterbo, visibilmente soddisfatti per la giornata del montaggio di tutte le parti di Gloria trascorsa in modo esemplare, senza nessun intoppo.

 

Secondo contratto questo dovrebbe essere l’ultimo anno del trasporto di Gloria ma, nella bocca di tutti, sindaco compreso, c’è la proroga, almeno per un anno. Lo dice anche Massimo Mecarini, innamorato di questo modello, che lo porta addirittura a dire che Gloria “se l’abbatterà con il Volo d’Angeli, nel tempo, tra le Macchine più amate”. Nel presente c’è senz’altro un modello di Macchina che è piaciuto fin dal primo momento perché coniuga tradizione con gli elementi architettonici e simbolici classici di Viterbo (dagli angeli alla parti di fontane e siti viterbesi) con l’evoluzione verso l’alto e la luminosità della struttura globale. Già, la luminosità. Quest’anno il costruttore Fiorillo, d’intesa con l’ideatore, ha voluto maggiore luminosità di tutti gli angeli, prima bui nella parte interna e laterale e, come detto, onorare Santa Rosa con un’aureola ampia e ben visibile.

Quello che emerge chiaro è che, in 5 anni, le parti di Gloria si sono mantenute bene e con ampia luminosità, segnale che il costruttore ha ben lavorato e la manutenzione delle parti è stata ottima.

Dopo la benedizione del vescovo Lino Fumagalli e la promozione della nuova campagna di solidarietà di “Centesimiamo”, voluta con Lux Rosae da Rodolfo Valentino e il responsabile Avis di Viterbo Luigi Mechelli, si è passati al momento più emozionante: Ascenzi e Fiorillo sono saliti sul braccio meccanico con la statua di Rosa e, dopo almeno mezz’ora di operazioni molto delicate a 30 metri di altezza, hanno posto la statua sopra l’ultimo ordine di angeli. Ed è esploso l’applauso della gente quando Rosa ha fatto capolino dall’intendo cono di luce costantemente indirizzato dai tecnici da terra.

Il primo “miracolo” è accaduto, mentre poco dopo, fuori, all’ingresso di Porta Romana, ne è accaduto un altro in onore di Rosina: il sindaco di Viterbo Giovanni Arena e il costruttore Vincenzo Fiorillo, sempre con il braccio meccanico, sono saliti fino alla statua di Santa Rosa posta all’ingresso di Porta Romana: il primo cittadino, come gli altri anni, ha messo una corona di rose intorno al collo della patrona di Viterbo. E, per la cronaca, ha tirato fuori gli attributi: sicuramente non tutti hanno la fredddezza dei Fiorillo a decine di metri. Dopo qualche sospiro di troppo, però, tutto è filato liscio con Arena che ha compiuto il suo gesto di devozione per Santa Rosa in rappresentanza di tutti i viterbesi.