“Le Spighe Verdi”, I Comuni con vocazione agricola più virtuosi perché più attenti alla sostenibilità e a preservare la loro bellezza: la vacanza in campagna

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Stefano Stefanini

NewTuscia – Sono sparsi tra 13 regioni italiane e sono in tutto 42, con 12 novità rispetto alla scorsa edizione, i comuni “Spighe Verdi Italiane”: il riconoscimento assegnato ogni anno dall’organizzazione  danese FEE ai comuni rurali che hanno intrapreso un percorso di crescita virtuoso per l’ambiente e la comunità diventando così anche destinazioni perfette per il turismo consapevole e slow.

Sono 42 le località italiane alle quali sono state assegnate le “Spighe verdi 2019”, il premio annuale per la gestione sostenibile del territorio indetto da Fee Italia (Fondazione per l’educazione ambientale) e Confagricoltura.

Come riportato da ANSA, le “Spighe Verdi” 2019 sono state assegnate in 13 Regioni, una in più rispetto alla precedente edizione. Le tre Regioni con il maggior numero di riconoscimenti sono Marche, Toscana e Piemonte, tutte con 6 località.

Per le Marche: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana; per la Toscana: Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona; per il Piemonte: Pralormo, Alba, Santo Stefano Belbo, Vicoforte, Canelli e Volpedo. Seguono la Campania con 5 località (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea); la Puglia con 4 (Castellaneta, Ostuni, Carovigno, Andria); il Lazio con 4 (Canale Monterano, Anguillara Sabazia, Pontinia, Gaeta). Vantano tre località il Veneto (Porto Tolle, Caorle, Montagnana) e l‘Abruzzo (Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi). Vi è un Comune rurale per ognuna delle restanti Regioni: Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco), Sicilia (Ragusa), Calabria ( Trebisacce), Trentino (Cavareno).

Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni.