“La vita segreta degli scrittori” di Guillaume Musso

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Federica Marchetti

NewTuscia – Uno scrittore famoso ritiratosi a vita privata in un angolo di mondo sperduto, un giovane aspirante scrittore va a cercare il suo idolo letterario, una giovane donna misteriosa, un omicidio efferato, i segreti nascosti di tutti che vengono lentamente a galla; una doppia indagine, ufficiale e una privata; un romanzo che prende corpo dall’intera intricata vicenda. Pathos, suspense e citazioni tengono il lettore incollato alla storia fino all’ultima pagina.

All’inizio La vita segreta degli scrittori (del 2019) fa tornare alla mente La verità sul caso Harry Quebert (del 2012). Le analogie e le affinità tra i due romanzi sono numerose ma, ovviamente le diversità sono maggiori. La vicenda costruita come una matrioska è un romanzo nel romanzo. Il volume è intriso di citazioni letterarie: da Umberto Eco, che apre il romanzo, a Stephen King; da Flaubert a Scott Fitzgerald; da Italo Calvino a Philip Roth; da Raymond Queneau a Alexandre Dumas a tanti, tanti altri. I personaggi, sfaccettati quanto basta, cercano di ingannare il lettore che, abituato ad un genere pieno di sorprese e di colpi di scena, non si lascia incantare e attraversa le quasi trecento pagine con una rapidità stupefacente per districare la matassa sempre più ingarbugliata.

Nathan Fawles è lo scrittore che dopo tre romanzi di grande successo smette di scrivere e si ritira in assoluta privacy su un’isola di Beaumont: come Salinger, Elena Ferrante, Harper Lee, l’identità negata dello scrittore già fa caso letterario. Gli abitanti dell’isola ostili alla modernità e ai turisti; Raphaël Bataille, l’aspirante scrittore che lo scova per fargli leggere il suo romanzo d’esordio già rifiutato da numerosi editori; Mathilde Monnay, la misteriosa giornalista che usa il cane Bronco per arrivare a Fawles; un libraio cinico, un efferato delitto; una doppia indagine, ufficiale e ufficiosa; il passato che ritorna nella sua forma peggiore, un romanzo nel romanzo che Bataille vuole trarre dall’intera vicenda e un finale adrenalinico. Un autore che conferma la sua stoffa di maestro del genere.

Cinque riflessioni di Nathan Fawles:

nessuno può insegnarti a scrivere;

l’esistenza di uno scrittore è la cosa meno eccitante del mondo;

quello del romanziere non è un lavoro part-time;

non è un lavoro per persone sane di mente;

per un momento si è Dio.

Guillaume Musso è nato nel 1974 ad Antibes, ha vissuto negli Stati Uniti e adesso abita nel IX arrondissement di Parigi. Fratello di Valentino Musso, autore di romanzi polizieschi, Guillaume ha studiato e insegnato Scienze Economiche e Sociali, da anni è uno degli scrittori più venduti in Francia. Tra i suoi titoli più celebri ci sono L’uomo che credeva di non avere più tempo, La ragazza e la notte, Un appartamento a Parigi, La ragazza di Brooklyn. Ha debuttato nel 2001 con Skidamarink (ancora inedito in Italia) e La vita segreta degli scrittori è il suo diciassettesimo romanzo.