Ninfeo di Orte, la visita della domenica

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il  Ninfeo rupestre rinascimentale costituisce il sito  più qualificato dell’itinerario di Orte sotterranea.

IL sito è stato riaperto al pubblico lo scorso 7 aprile, con una suggestiva manifestazione culturale promossa dal Comune, dopo la soluzione “conciliativa” della controversia con la negoziazione assistita, richiesta dai giudici di appello al Comune di Orte e la proprietà dell’area ove è ubicato il gioiello della Città Sotterranea.

Uno spettacolo multimediale di voci, suoni e colori dell’acqua ha caratterizzato la riapertura delle Fontane sotterranee del Ninfeo ad Orte.

Tre artisti internazionali hanno armonizzato i loro differenti linguaggi del teatro, della pittura e del suono lungo i diversi livelli del Ninfeo, facendo riaffiorare dopo dieci anni di buio e silenzio, le sepolte“Memorie d’Acqua”.

Memorie dAcqua fanno riaffiorare  le ombre di antiche memorie che riecheggiano eterne al suono del suo fluire

Ad ogni visita dei numerosissimi turisti l’acqua torna ad essere l’elemento cardine, la forza primordiale che regge l’esistenza e anima tutto il creato. Essa è il divenire, il caos, la vita, l’istinto, l’impulso.

Il Ninfeo, realizzato su iniziativa del monastero femminile di San Giorgio, rappresenta uno straordinario complesso di fattura rinascimentale distribuito su due livelli dove i giochi d’acqua, che emulavano le decorazioni delle necropoli etrusche e delle architetture corinzie, erano alimentati dalle diramazioni del cunicolo principale dell’antico acquedotto cittadino, in particolare da quella che si innestava direttamente dalla Fontana di Piazza della Libertà.

La rete idraulica ipogea alimentava anche, attraverso un cunicolo che parte direttamente dalla fontana di piazza, il pregevole ninfeo di via Solferino costruito nel XVI secolo e appartenuto al convento delle suore. Il complesso sotterraneo, interamente scavato nel tufo, sottostante a un giardino anch’esso rinascimentale, ha affaccio sul lato sud della rupe, e si articola in due livelli sovrapposti, a loro volta suddivisi in diversi ambienti. Tutti gli ambienti sono caratterizzati dalla presenza di fontane e vasche comunicanti, che fanno del ninfeo di Orte un complesso unico nel suo genere.

Lacqua è lelemento che collega il termine di origine del Ninfeo a tutti quelli assunti nel corso dei secoli: inizialmente per i Greci elemento di purificazione, poi elemento sacro alle Ninfe, successivamente come ambiente di svago nelle ricche dimore di età romana e, dal II secolo d.C., al centro di fontane monumentali urbane di grande effetto scenografico. Sempre e comunque, in questi sistemi, lacqua gioca un ruolo fondamentale attorno al quale ruota lessenza dellessere. 

Il Ninfeo rinascimentale incastonato come un gioiello nel sistema di cunicoli e cisterne etrusco-romane del sottosuolo tufaceo del giardino della famiglia Zuppante,diventa dunque parte integrante del circuito di Orte Sotterranea: un progetto di studio e ricerca volto alla fruizione del pubblico, coordinato dall’Associazione VeramenteOrte – con gli archeologi Stefano del Lungo e Giancarlo Pastura – con il supporto della Soprintendenza  Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.

Un viaggio attraverso i secoli che si snoda nel sottosuolo della cittadina dove si possono visitare acquedotti, cisterne, pozzi di neve, luoghi di delizia e colombaie rupestri, accompagnati da guide turistiche volontarie, appositamente formate per garantire ai visitatori un’offerta turistica di primo livello.

La soluzione  conciliativa ha brillantemente risolto un caso che reputiamo sintomatico per il bene oggetto di controversia: un bene culturale il Ninfeo del periodo rinascimentale, incastonato come un gioiello nel sistema di cunicoli e cisterne del periodo etrusco-romano del sottosuolo tufaceo di Orte, nell’area del Palazzo storico della famiglia Zuppante.

Il Ninfeo di Orte Sotterranea rappresenta uno straordinario complesso sotterraneo di fattura rinascimentale distribuito su due livelli dove i giochi d’acqua, che emulavano le decorazioni delle necropoli etrusche, erano alimentati dalle diramazioni del cunicolo principale dell’antico acquedotto cittadino.

Il Ninfeo di Orte sotterranea, la scheda illustrativa.

Nel corso di lavori di consolidamento della rupe tufacea sulla quale sorge Orte realizzati nel corso del Novecento si è scoperta una fitta rete di cunicoli sotterranei, che attraversa grosso modo tutta la città. Si tratta per lo più di cunicoli scavati nella roccia e quindi a sezione ogivale o a tutto sesto, costituiti da un condotto principale dal quale si diramano molti condotti secondari.

Contestuali a questa rete e raggiungibili per mezzo di essa, sono tre cisterne ipogee, due di forma circolare e una di forma quadrata.

Il sistema, che fa tornare alla memoria la rete idrica dei ‘bottini’ senesi, ha il suo punto più interessante in una via sotterranea che si diparte dalla Fontana Grande e che, percorrendo il fronte meridionale della rupe e scendendo per una scala nascosta dalla vegetazione, conduce a uno splendido Ninfeo rinascimentale.