Riscoprire il significato del “Perdono di Assisi” del 2 agosto con Francesco di Assisi, rileggendo la “Laudato Si” di papa Francesco

Stefano Stefanini

NewTuscia – Papa Francesco si recò  ad Assisi il 4 agosto del 2016 per visitare la minuscola  Porziuncola, racchiusa dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli  – centro e primo nucleo dei seguaci del Poverello, uniti nei tre Ordini minoritici, i Frati, le Clarisse e l’Ordine Secolare Laicale –  in occasione del Perdono di Assisi, indulgenza che san Francesco ottenne da papa Onorio III  nel 1216, per tutti coloro che ancora oggi visitino una chiesa, possibilmente francescana e recitino le preghiere prescritte dal Sommo Pontefice per ottenere il perdono dei peccati, per se stessi ed i propri Cari Defunti.

(La pala di Orte restaurata verosimile ritratto di Francesco d’Assisi, dipinto a pochi anni dalla morte)

Questa privilegiata occasione annuale di riconoscimento e remissione dei peccati cade ogni 2 agosto.

Per rendere omaggio al patrono d’Italia – all’Italiano più Santo e al più Santo degli Italiani –  alla sua privilegiata occasione di riconciliazione tra gli uomini e gli Uomini e la Natura, papa Francesco attraversando nel 2016  in elicottero i nostri territori, racchiusi dalla valle del Tevere, ha ripercorso il viaggio che Francesco intraprese ottocento anni prima, ottenendo il Perdono di Assisi nel 1216 e percorrendo a  piedi l’itinerario da Assisi a Roma prima nel 1209 per chiedere con umiltà al successore di Pietro di confermare la sua Regola di vita.

Orte, come tante città della Valle del Tevere, racchiude le memorie di passaggi  di papi in visita ad Assisi o legati ad eventi importanti per la vita religiosa e civile, come più recentemente, san Giovanni XXIII pellegrino ad Assisi  e Loreto, in treno, il 4 ottobre 1965 poco prima dell’apertura del Concilio Vaticano II, San Paolo VI in visita ad Orvieto, san Giovanni Paolo II il 17 settembre 1989, in elicottero, per la benedizione della Virgo Prudentissima, sullo svincolo di Orte dell’Autostrada e nei  suoi vari viaggi ad Assisi, in particolare  per le Celebrazioni tra le religioni  per la Pace nel Mondo il 27 ottobre 1986, e più recentemente papa Benedetto XVI il 27 ottobre 2011, in treno, sempre per il dialogo interreligioso per la Pace nel Mondo.

Orte conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi, da quando, nel 1209 (in questo 2019 festeggeremo gli 810 anni dell’evento), soggiornò ad Orte con i suoi primi undici compagni per 15 giorni presso la chiesetta rupestre di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo. Il Poverello era di ritorno da Roma, ove presso il Papa Innocenzo III aveva ottenuto per sé e per i suoi seguaci l’approvazione della Regola dell’Ordine dei Frati minori che sino ad oggi ha fatto della povertà, del servizio ai più deboli e della preghiera i fondamenti di un autentico stile di vita che riesce ad avvicinare le Creature a Dio, in ogni tempo ed in ogni condizione sociale.

Ad Orte San Francesco operò il prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo, con le estremità rattrappite dalla nascita. Il Santo acconsentì alle richieste dei genitori e forse in quell’occasione ideò la costituzione dell’Ordine Francescano Secolare, rivolto ai coniugi cristiani ed ai laici desiderosi di vivere il suo ideale di fraternità universale.

I luoghi legati alla presenza di Francesco – patrono dItalia, uomo della difesa e della valorizzazione dellambiente e dei suoi seguaci sono la chiesa di San Nicolao, sulla collina a sud dell’abitato di Orte Scalo, prima sede conventuale dei suoi seguaci, ove il santo soggiornò nel 1209, apprezzò una purissima fonte d’acqua e pregò di fronte ad un crocifisso, conservatosi sul luogo sino al 1600.  San Lorenzo, ove visse la prima fraternità di seguaci con il beato Teobaldo. Il porto o barca di San Francesco sul Tevere, l’Ospedale dei Pellegrini in località Scappia in Orte Scalo che dal XIII secolo ospitava ed assisteva i pellegrini diretti a Roma.

La chiesa di San Francesco e l’ex convento nel centro storico con il pregevole chiostro ed il convento di San Bernardino, che dovrà essere adeguatamente recuperato dal degrado in cui versa oggi, e la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, è l’ultima testimonianza francescana, realizzata dal 1934 al 1954 da Padre Geremia Subiaco, primo parroco e dalla popolazione di Orte Scalo.

Nel Museo diocesano di Arte Sacra di Orte viene conservata la tavola di S. Francesco, presso la chiesa romanica di S. Silvestro, impreziosita dall’elegante campanile. Fra le tavole a fondo oro raccolte nel Museo, costituisce un rarissimo esemplare di ritratto verosimile del Santo nell’immediatezza della sua morte, è risalente all’ultimo quarto del secolo XIII ed era ospitata nella chiesa omonima.

La presenza dei seguaci di Francesco è delineata nel volume “Memorie francescane ad Orte…la storia continua” scritto da Alessandro Camilli nel 1927, con un capitolo di aggiornamento  edito nel 2007, curato da chi scrive, nell’Ottavo centenario del passaggio ad Orte di Francesco di Assisi,  che ripercorre la storia della presenza francescana nella  città  sino ai giorni nostri, insieme al  volume “S. Francesco malato e santo”  della collana dei Quaderni dell’ “Accademia dei Disuniti 1692”, dedicata al quadro “S. Francesco storie della vita”, con prefazione di mons. Delfo Gioacchini. Anche mons. Mario Gostoli dedicò un testo storico, “La barca di San Francesco”, al passaggio di Francesco presso la nostra cittadina.

È significativo richiamare le parole che papa Benedetto ha pronunciato a Bagnoregio il 6 settembre 2009 a proposito di San Bonaventura, seguace di Francesco e teologo della Storia: in Bonaventura, come nei fedeli laici che si ispirano ancora oggi all’insegnamento di Francesco “spira già il soffio di un tempo nuovo in cui il desiderio dello splendore dell’altro mondo è plasmato da un profondo amore per questa terra sulla quale noi viviamo. Alla chiesa che spera nella pace per un “giorno avvenire” è affidato l’amore per il presente”. Il viaggio ascensionale verso Dio si riverbera nella bellezza del creato e delle sue creature: una chiara esortazione alla tutela dell’ambiente, per un’ecologia integrale, dell’Uomo, del Creato e di tutte le Creature, come delineato nel Cantico delle Creature di Francesco di Assisi, da attuare con la forza della Fede e della Ragione.