Geotermia a Castel Giorgio: valutare i rischi ed i benefici, non rimpallandosi le responsabilità tra politici e schieramenti

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Coinvolgere i cittadini in decisioni responsabili per chi produce energia e per la salute e la qualità della vita delle città. 

L’Ambiente della Tuscia al Centro dell’attenzione: la geotermia a Castel Giorgio:

valutare i rischi ed i benefici, non rimpallandosi le responsabilità tra politici e schieramenti.

Con al centro la qualità della vita dei cittadini.

di Stefano Stefanini (*)

NewTuscia – Coinvolgere i cittadini in decisioni responsabili per chi produce energia e per la salute e la qualità della vita delle città.   L’Ambiente e la qualità paesaggistica della Tuscia al Centro dell’attenzione: la geotermia a Castel Giorgio: valutare i rischi ed i benefici, non rimpallandosi le responsabilità tra politici e schieramenti, con al centro la qualità della vita dei cittadini.

In questo periodo di agosto, quando i cittadini sono in vacanza e si allenta l’attenzione alle problematiche politico- amministrative, è letteralmente esplosa la problematica delle ricerche e della realizzazione di impianti di geotermia presso il comune di Castel Giorgio (Terni Umbria) con grandi ripercussioni sui territori dell’Alta Tuscia.

Questo il comunicato ufficiale: “Il Consiglio dei Ministri, udito l’assessore Antonio Bartolini in rappresentanza della regione dell’Umbria, ha deliberato di superare la mancata intesa della regione e, conseguentemente, di consentire la prosecuzione del procedimento di realizzazione dell’impianto pilota denominato CASTEL GIORGIO per ricerca di risorse geotermiche sito nel comune di Castel Giorgio (Terni) proposto da ITW LKW Geotermia Italia S.P.A.”

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 31 luglio 2019 ha dunque dato il via libera al rilascio di autorizzazioni per la produzione di energia geotermica nel comune di Castel Giorgio (Terni) con ripercussioni nei territori circostanti.

Si registrano una serie di iniziative al riguardo: i sindaci dell’area del lago di Bolsena,  i cittadini residenti nei pressi del futuro impianto stanno opportunamente richiedendo informazioni e verifiche tecniche,  anche  per sospendere in attesa di approfondimenti l’iter approvativo dell’impianto sia  presso i  comuni interessati  in provincia di Viterbo, le due regioni Umbria e Lazio e ora che il Governo ha deciso per la realizzazione dell’impianto,  potranno esserci dure proteste e l’avvio di contenziosi legali di ordine amministrativo e civile.

Il presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, ha sinteticamente e opportunamente ribadito, esprimendo la volontà di Ente competente in materia ambientale: “Abbiamo già avviato le consultazioni con i sindaci di Bolsena e Castel Giorgio per trovare un percorso comune, già condiviso nei principi, che consenta di impedire la realizzazione dell’impianto.

La gestione ambientale è uno dei tre macro-settori di competenza dell’ente Provincia e faremo tutto il possibile affinché la tutela del territorio sia messa al primo posto. Non possiamo permettere che un’opera come questa metta a rischio l’equilibrio ambientale dell’Alta Tuscia, specie nell’area del lago di Bolsena.

Lago di Bolsena

Riteniamo infatti che lo sviluppo di impianti geotermici non sia coerente con il contesto paesaggistico, agricolo e naturalistico del territorio e risulti palesemente in contrasto con le linee programmatiche di sviluppo indicate anche nel Piano Territoriale Provinciale Generale vigente che individua nell’agricoltura tradizionale e di qualità, nel turismo naturalistico culturale ed enogastronomico e nella salvaguardia del proprio paesaggio, gli elementi cardine per lo sviluppo socio economico del territorio della Provincia di Viterbo.

Come “casa dei comuni” vogliamo che tutti i sindaci si sentano coinvolti, nessuno escluso, in quella che sarà una vera battaglia a tutela e preservazione del nostro territorio e dell’interesse dei cittadini.” Così il presidente della provincia di Viterbo Pietro Nocchi.

Un nostro commento.  Siamo convinti che la convocazione di un incontro o più incontri programmabili al più presto   per informare la cittadinanza sugli effetti dell’impianto sulla salute e la qualità della vita della città, sulle colture agricole, la reale giornaliera viabilità e il traffico di mezzi pesanti che naturalmente interesserà la viabilità comunale e provinciale, i fumi e le esalazioni che si sprigioneranno dalle lavorazioni      Queste sono le domande più ricorrenti che circolano tra i cittadini.

In  provvedimenti similari (espressi a proposito di altre strutture di produzione di energia veniva espresso che: “in considerazione degli impatti connessi alla realizzazione dell’impianto sia doverosa l’applicazione del principio di precauzione previsto dalla normativa europea a tutela della salute pubblica, esprimendo pertanto un parere  sfavorevole  che avrebbe ribadito altresì che l’intervento correttivo in termini di costo/efficacia consiste in una diversa localizzazione dell’impianto a maggiore distanza dalle abitazioni e più facilmente servito da una viabilità autonoma“.

Occorre pertanto, se necessario nelle sedi amministrative (opposizione) o di Giustizia Amministrativa  (TAR e se necessario Consiglio di Stato)  valutare un interessante bilanciamento degli interessi – ricordo il professor Massimo Severo Giannini da cui ho avuto il privilegio di apprendere i Fondamenti del Diritto Amministrativo  parlava di   “valutazione ponderativa degli interessi” nella discrezionalità amministrativa   –   della produzione di energia in economia e la salute dei cittadini che  si aspettano informazioni certe sulla salvaguardia del diritto alla salute e  la tutela dell’ambiente.

I cittadini interpellati al riguardo hanno espresso l’intendimento che gli amministratori di ogni livello mettano la tutela della qualità della vita al disopra degli insediamenti di strutture di trattamento e produzione energetica troppo vicini ai centri abitati, che potrebbero rappresentare gravi pericoli alla salute pubblica o che distruggerebbero irreparabilmente un equilibrio ambientale …. i partiti e le associazioni di tutela ambientale e del territorio intendono svolgere scrupolosamente il loro ruolo di controllo, di denuncia (se necessario) e di informazione ai cittadini sulla dubbia utilità (serve l’energia che si produce, rispetto ai costi ambientali che si pagano?), nocività e impatto degradante all’ambiente di insediamenti che potrebbero mettere a rischio l’equilibrio ambientale e paesaggistico la salute della comunità, specie di bambini e anziani….

Non intendiamo con questo propendere pregiudizialmente per il no a priori a tali insediamenti di produzione geotermica di energia, ma pensiamo che i cittadini abbiano il diritto che questi impianti vengano localizzati con ragionevolezza e buon senso – con i dovuti scrupolosi controlli igienico-sanitari –  in luoghi non pregevoli dal punto di vista naturalistico-ambientale e lontani dai centri abitati.   

Nella nostra Provincia ci sono precedenti –su cui potremmo scrivere pagine e pagine di cronaca ormai diventata storia –  di antenne satellitari respinte dai cittadini perché troppo vicine alle abitazioni, di discariche abusive (rifiuti tossici sotterrati)  scoperte e perseguite o in corso di perseguimento dalle Autorità competenti, di puzze nauseabonde già sopportate ed eliminate dal buon senso di amministratori comunali e cittadini che intendono valutare – oggi – nella giusta considerazione esigenze di produzione  di energia  con il principio prevalente della tutela della salute  pubblica e della qualità della vita e tutela paesaggistico-ambientale  della nostra  – “ per ora…. ancora” –  incontaminata Tuscia viterbese.

(*) vice direttore www.newtuscia.it, direttore  resp.le  “Il Centro Italia” Viterbo, direttore Rotarianamente2080  Distretto Rotary Roma Lazio e Sardegna.