Comune di Farnese sulla geotermia

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NewTuscia – FARNESE – Amministrazione comunale e Comitato “Farnese, ambiente, salute e territorio” si rimboccano le maniche sui temi “acqua pubblica” e “geotermia”.

Doveva essere un incontro sulla questione Talete e acqua pubblica quello di ieri pomeriggio, tra la nuova amministrazione comunale di Farnese targata Giuseppe Ciucci e il Comitato a difesa del territorio, per concordare una strategia comune, istituzionale e di piazza da portare avanti contro il commissariamento per l’entrata forzata in Talete.

E di acqua pubblica si è parlato: il sindaco Ciucci ha promesso battaglia insieme agli altri otto pariruolo commissariati, attraverso un ricorso al Tar basato su irregolarità formali e contraddizioni legislative. Il comitato sosterrà l’azione con la mobilitazione popolare, raccolta firme e incontri pubblici.

Ma si è parlato anche e soprattutto di geotermia. Logica argomentazione dopo l’approvazione rilasciata dal Mise al tanto discusso impianto binario di Castel Giorgio. Si è dibattuto di un territorio che va difeso e tutelato, senza per forza ridursi all’ultima ratio dei ricorsi al Tar, attraverso strategie pianificate e condivise a livello provinciale e regionale da tutte le popolazioni e tutti i sindaci.

Oltre l’impianto di Castel Giorgio, infatti, che comunque avrà le sue ripercussioni ambientali ed economiche in tutta la provincia di Viterbo, sono previsti troppi progetti geotermici: a Farnese e Ischia di Castro è in piedi l’escavazione di quattro pozzi, a Latera due centrali in cantiere, ancora trivelle infine alle porte di Tobia, così come a Caprarola. Un autentico assedio all’intera Tuscia.

Come Comitato ci siamo impegnati moltissimo per la costituzione del ‘Coordinamento dei sindaci dell’Alta Tuscia contrari alla geotermia’, e riteniamo che proprio il coordinamento possa essere la chiave di volta dell’opposizione dei territori. Questi progetti di geotermia termoelettrica hanno un impatto ambientale gravissimo, sono altamente improduttivi, e non rispondono a nessuna maggiore necessità di elettricità, come viene spesso sostenuto. Basti pensare che più di venti impianti di produzione energetica in Italia sono in fase di chiusura. Si tratta quindi solo di movimenti finanziari e speculativi, legati al meccanismo malato di finanziamenti Ue e Certificati verdi”, sottolinea Carla Rossi, presidente del Comitato.

Ricordiamo che il coordinamento dei sindaci si è costituito nel luglio 2017 per presentare le proprie obiezioni alla rimessa in funzione dell’ecomostro della centrale di Latera da parte di Enel.

Sono intenzionato a contribuire al rafforzamento e all’allargamento del Coordinamento, che già comprende numerosi comuni limitrofi a Farnese, per sostenere la battaglia di Castel Giorgio e per promuovere nuove azioni da intraprendere tutti insieme – fa sapere il sindaco Ciucci – L’obiettivo è quello di sostenere il presidente della Provincia Pietro Nocchi nella convocazione un tavolo di lavoro permanente, come da lui dichiarato alla stampa in queste ultime ore, che si occupi di mettere insieme in un documento ufficiale tutta la vincolistica relativa al territorio, che coordini le azioni legali da intraprendere per scongiurare che progetti speculativi e degradanti possano svilire la nostra Tuscia”.

Chiusura del Comitato: “La situazione è paradossale – spiega ancora Carla Rossi – gli amministratori sono contrari, le associazioni ambientaliste e non sono contrarie, la politica regionale trasversalmente è contraria, i senatori del territorio sono contrari, la popolazione in blocco è contraria, e il rischio è di ritrovarsi una decina di inutili e improduttivi impianti sotto casa per il volere di nessuno e gli interessi di pochi”.

Giuseppe Ciucci, Sindaco di Farnese

Comitato Farnese ambiente salute e territorio