Otricoli, appalto parco archeologico: cronaca di un fallimento completo

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La cooperativa pagata (15 anni) per fare cosa?

NewTuscia – OTRICOLI – Riceviamo e pubblichiamo. Da aprile 2018 la gestione del parco archeologico di Otricoli è stata affidata ad una Cooperativa di Terni, la stessa che tra l’altro lo aveva gestito già in modo carente l’anno precedente. Molti erano i progetti e le realizzazioni previste dal capitolato d’appalto per la “gestione, valorizzazione e promozione del Parco Archelogico di Ocriculum”.

Abbiamo sottolineato fin da subito, in Consiglio Comunale e sui mezzi d’informazione, le nostre perplessità su tale concessione.
La prima anomalia è la durata temporale: ben 15 anni, come abbiamo spiegato nel precedente comunicato!! Non parliamo poi del degrado e del senso di abbandono in cui è tenuto il parco archeologico tutto l’anno, esclusi i brevi periodi in cui l’area diventa la location delle “feste comandate”.
Ma andiamo con ordine. Nel capitolato d’appalto si stabilisce che:
  1. entro i sei mesi dalla data di stipula del contratto avrebbero dovuto essere installati dei tornelli unitamente alla recinzione. Dopo 16 mesi dalla firma oggi non c’è ancora traccia di niente.
    Il problema, come avevamo già sottolineato, risiede probabilmente nel fatto che l’Amministrazione Comunale, prima di fare gli appalti, avrebbe dovuto confrontarsi con i privati proprietari dei terreni all’interno del parco.
    Un comportamento di superficialità e incompetenza da parte di chi amministra, che sfocia in vera arroganza e onnipotenza. Alla nostra richiesta ufficiale del 22 febbraio ci è stato risposto il 26 aprile che le trattative erano ancora in corso!! Ma non avrebbero dovuto essere state fatte prima dell’appalto (come indicato nel capitolato)?!?
  2. In secondo luogo, sempre il capitolato obbliga il concessionario a redigere – entro il 30 gennaio 2019 – la relazione annuale sull’andamento della gestione dell’anno precedente. Anche stavolta, in seguito alla nostra richiesta del 22 febbraio, è seguita una risposta tardiva, sempre del 26 aprile (dietro sollecito), in cui si diceva che il concessionario non aveva ancora trasmesso la relazione e che sarebbe stata cura degli uffici trasmettercela appena in loro possesso, cosa che non è ancora avvenuta a tutt’oggi. Ecco come vengono tutelati i soldi della comunità!
  3. PUNTO RISTORO – Nonostante le nostre richieste non ci sono state fornite informazioni sulla tipologia di accordo economico intercorso tra la cooperativa che gestisce il parco e il Bar Casottino, definito come “punto di ristoro” a servizio dell’area archeologica. Questa è, di fatto, una normale attività commerciale a sé, indipendente dal flusso dei visitatori del parco, con orari propri e attività proprie, data però in affidamento come servizio comunale. Ancora non è stato possibile conoscere né l’entità dell’affitto pagato dai gestori del bar alla cooperativa né gli eventuali altri obblighi connessi alla sub-concessione del punto ristoro.
  4. BIGLIETTERIA E CONTROLLO ACCESSI – Ad oggi il servizio di biglietteria d’ingresso all’area non è ancora attivato; il progetto esecutivo per la realizzazione del punto di accesso al parco (e la relativa autorizzazione della Soprintendenza all’esecuzione dei lavori) non è ancora stato definito in quanto – ci è stato risposto nella stessa nota sopracitata del 26 aprile – che si è in attesa (ancora?!?) di definirne le modalità di realizzazione. Alla nostra richiesta di trasmettere copia del “Progetto di valorizzazione e promozione del sito e del percorso museale” presentato per il corrente anno 2019, ci è stato detto che “la convenzione non è stata avviata a regime in quanto alcuni servizi previsti non risultano avviati pertanto il concessionario non è stato in grado di presentare il progetto”.
Ci chiediamo, dunque, con amarezza e forte indignazione, quando questi progetti verranno completati? Quando i servizi (previsti e profumatamente pagati dalle nostre tasche) verranno avviati? Quando questa maggioranza si comporterà in maniera responsabile e degna del ruolo che ricopre e smaschererà questa buffonata, dando al nostro Parco una gestione adeguata alla sua storia e alla sua bellezza e alla popolazione la trasparenza e la correttezza che merita?
INCURIA, DEGRADO E TAGLIO ERBA: I CITTADINI LAVORANO E LA COOP INCASSA? Un aspetto davvero avvilente, che si somma ai precedenti, è quello dell’incuria e del degrado quasi permanente della nostra bella area archeologica, eccetto qualche giorno l’anno per qualche manifestazione ed evento di rilievo. Il Parco Archeologico è in uno stato di completo abbandono, come i nostri interventi pubblici e richieste al Sindaco, correlate sempre (purtroppo) con documentazioni fotografiche, hanno in questi anni messo in rilievo. La cooperativa che dovrebbe provvedere alla pulizia, alla cura e al decoro del Parco, in realtà è del tutto assente. In prossimità di qualche evento di solito alcuni cittadini e volontari vari si occupano della pulizia e del taglio dell’erba. Persone che tuttavia agiscono a titolo personale e volontario e che non hanno a niente che vedere con la cooperativa che avrebbe invece l’obbligo di provvedere a tali incombenze per cui è pagata ogni anno profumatamente dal Comune!
  1. Percorso benessere. La realizzazione di tale percorso benessere, da pochi mesi ultimato all’interno del parco archeologico, costato 20.000 euro, è già sovrastato da erbacce alte un metro (vedere foto). A cosa è valso spendere tanto, se poi l’area e le attrezzature sono sommerse dalla vegetazione?

    2. Museo Casale San Fulgenzio. Anche esso abbandonato a se stesso, con erba altissima, luci accese anche di giorno e cancello aperto (vedi foto). Che immagine diamo ai visitatori che accorrono per vedere i nostri gioielli?

    3. Centro ristoro. Dopo la manifestazione di ‘AD 168’ anche lì erba alta e materiali vari in bella vista. Naturalmente un bruttissimo scorcio per chi passeggia in quella zona (vedere foto).

    4. Battello. Secondo quanto detto dall’attuale sindaco 3 anni fa il battello acquistato da oltre 10 anni sarebbe dovuto andare in acqua a breve. Ciò era stato ribadito con l’affidamento del Parco alla Cooperativa esterna. Ma a tutt’oggi il battello (o la barca) è esposta alle intemperie, alla mercé di ladri e saccheggiatori (vedere foto). Ci risulta che manca già il motore ausiliario. Ricordiamo che questa barca è costata 80.000 euro di soldi pubblici (dei cittadini). Il porto, costruito all’uopo, costato anch’esso svariate decine di migliaia di euro e anche questo pagato coi soldi dei cittadini, è abbandonato a se stesso, il legname si sta marcendo in mezzo ad erba, arbusti e boscaglia.

    5. Le fontane, anch’esse inserite nel capitolato del parco, continuano ad essere immerse da erbacce e rovi, a volte usate come discariche, a meno che qualche privato cittadino, di sua iniziativa, pulisce la zona. Vedere foto.

Tutto il Parco ha urgente bisogno di pulizia (quella prevista nel capitolato) perché possa essere davvero quel fiore all’occhiello della nostra comunità, per i visitatori, ma anche per chi tra gli abitanti adora passeggiare per questo incantevole luogo.
Quanto esposto sulla situazione di degrado rientra sotto la competenza dell’attività che dovrebbe svolgere la cooperativa profumatamente pagata (80.000 euro dal Comune, oltre a tutte le entrate derivanti dal Bar Casottino).
E allora ci chiediamo: dov’è il Sindaco?!? Dov’è l’Assessore delegato alla gestione e crescita del Parco Archeologico?!?
Chi controlla come vengono gestiti i soldi dei cittadini otricolani? Queste sono per noi già motivazioni più che valide per recedere il contratto con gli attuali gestori! Perché il Parco Archeologico, e gli Otricolani, meritano di meglio!
Gruppo consiliare “Insieme è Possibile”
Consiglieri Bussoletti Francesco, Proietti Susanna, Galliani Valerio