Legambiente contro le monocolture da noccioleti, rischio per il lago di Bolsena e per il territorio

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Presentati inoltre i risultati del monitoraggio microbiologico, dai quali emerge un miglioramento in depurazione dei reflui che arrivano al lago

NewTuscia – BOLSENA – No alle monoculture intensive dei noccioleti. Queste sono state le parole chiave del convegno “Monocolture agricole e noccioleti, rischi ambientali e metodi di tutela del Lago di Bolsena”, tenutosi sabato 27 luglio presso l’Enoteca Provinciale Tuscia, al termine del quale sono stati presentati anche i dati del monitoraggio microbiologico dei laghi di Bolsena e di Vico. La campagna di Legambiente è realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

L’obiettivo dell’incontro è quello di mettere al centro lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile per il territorio, arrestando l’insensata riconversione delle tradizionali colture agricole in una monocultura che richiede un massiccio utilizzo di fitofarmaci e pesticidi chimici. Con l’invasione dei noccioleti sul territorio appenninico aumenta il rischio per la produzione agricola tradizionale, considerando anche l’impatto che i pesticidi hanno sulle acque e sul suolo. Esempio recente è stato il lago di Vico che, dichiarato zona di protezione speciale, riserva naturale regionale e sito d’importanza comunitaria, negli ultimi anni è stato vittima di degrado con la fioritura di alghe tossiche a causa dell’uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici.

“Siamo al fianco delle amministrazioni contro la monocoltura da noccioleti, che con pesticidi e fitofarmaci metterebbe a gravissimo rischio ambientale anche il Lago di Bolsena, una delle perle più straordinarie del nostro paese – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – e vogliamo fare fronte comune con tutti quelli stanno combattendo questa battaglia, contro le aziende che ne promuovono la spregiudicata diffusione, negli enti preposti e fino a tutte le azioni legali possibili.”

“Abbiamo trovato una situazione migliorata dal lato della depurazione – prosegue Scacchi – risultato che chiaramente proviene da azioni di contrasto alle fogne non depurate messe in campo dai comuni; laddove insistono le criticità che ancora segnaliamo siamo sicuri che gli amministratori potranno continuare a lavorare per regimentare al meglio i flussi idrici, ma tutto ciò non può essere posto in discussione dalla diffusione della chimica nell’agricoltura. Abbiamo ascoltato produttori da sempre biologici che si sono ritrovati glifosate nei propri terreni, e aziende bio che subiscono l’irrorazione dei fitofarmaci: tutto ciò non può essere più consentito, perché i pesticidi sono inutili, dannosi e mettono a rischio la vita delle persone, soprattutto di quei coltivatori che, con i loro presidi, aiutano anche questi piccoli comuni a ridurre il decremento della popolazione.”

“Strumenti come il Biodistretto e il Contratto di Lago – conclude Scacchi – sono poi un valore aggiunto e straordinario per il rilancio locale in chiave di sostenibilità ambientale complessiva. Salviamo insieme il lago di Bolsena, perché non avvenga ciò che accade nel lago di Vico dove, proprio a causa della monocoltura, si assiste da anni alla fioritura di alghe tossiche e alla presenza di cianobatteri in estate”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, Simone Nuglio, responsabile di Goletta dei Laghi, Caterina Cossio di Arpa Lazio, presidente della Riserva Lago di Vico, Rita Chiatti, assessore del Comune di Montefiascone, Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretro della Via Amerina, Luciano Dottatelli, del Contratto di Lago di Bolsena, rappresentanti delle amministrazioni di Bolsena, Capodimonte e Valentano, produttori biologici e associazioni locali.

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago.

Per quanto riguarda i dati di campionamento microbiologico, quattro punti su sei sul lago di Bolsena sono risultati, secondo i parametri di Goletta dei Laghi, fuori dai limiti, di cui uno, quello nel comune di Gradoli presso La Grata, fortemente inquinato. Gli altri punti considerati inquinati sono quelli di San Lorenzo Nuovo, nella località Oppietti, di Grotte di Castro, nella zona dei Prati Renari, e presso Le Naiadi, nel comune di Bolsena.

Non emergono criticità nei prelievi sul lago di Vico, i cui punti campionati, a Caprarola e a Ronciglione, risultati entrambi entro i limiti.

Legambiente Lazio