Politica viterbese? “Niente di nuovo sotto il sole di luglio”

NewTuscia – VITERBO – Niente di nuovo sotto il sole di luglio a Viterbo, se non la prima uscita pubblica dell’aggregazione già messa in campo alle elezioni regionali, a sostegno della candidatura di Smeriglio, su cui sono confluite le preferenze sollecitate dalle liste antagoniste al PD, i fuorusciti (sospesi dal partito) e quella di Giacomo Barelli (il senza pace) prima assessore nel centrosinistra, divenuto poi antagonista, ma mai riuscito ad approdare nel centrodestra vittorioso, ed ora di nuovo in sintonia con quella parte del PD che maggiormente lo aveva osteggiato in passato (un vero equilibrista della politica).

Già allora i risultati erano stati disastrosi sia in città, con il risultato più basso mai raggiunto dal centro sinistra, sia in provincia, dati puntualmente riconfermati alle lezioni comunali con il PD zingarettiano, pressoché cancellato dalla mappa amministrativa a partire da Civita Castellana e Tarquinia.

Da quel risultato, questa “novella aggregazione” era già riuscita a partorire una stravagante, quanto malsana proposta: in Provincia accordo con la destra, per non essere sbalzati via totalmente dai posti di comando.

Proposta ritenuta irricevibile dai nuovi detentori della maggioranza(centrodestra) e suicida da quella parte del PD che ritiene snaturanti e privi di prospettiva, questi indecorosi pateracchi. Ora la stessa aggregazione, che non rappresenta altro che circa la metà del preesistente PD, decide di fare “quattro chiacchiere al Bar” e rendere pubbliche le nuove farneticazioni politiche. Riunificazione dell’opposizione è la roboante affermazione, cioè le due liste di dissidenti PD, il già sperimentato Barelli alle elezioni regionali, ma con in più una importante novità, la presenza del rappresentante dei 5S, il quale però, smentisce e si tira fuori (era capitato lì per caso).

Così tutti hanno compiuto la propria parte, il PD dissidente e ancora fuori del partito, ha risposto presente all’appello lanciato da Franceschini, sulla necessità di raccordarsi con i 5S, Il 5S in ossequio a Di Maio ha risposto che loro sono incompatibili con qualsiasi pezzo di PD e la lista civica di Barelli che continua a cercare un posto al sole per se e per non si sa chi. Per fortuna da questa sceneggiata  sono restati fuori sia il PD nella sua rappresentanza ufficiale,Luisa Ciambella, sia la lista di Chiara Frontini, unica a rappresentare una forma seria di civismo e una consistenza che la rende protagonista nella battaglia di opposizione alla Giunta di destra.

Destra tanto incapace di operare, quanto squassata da lotte intestine e da equilibri precari per i continui smottamenti delle sue componenti, FI in particolare. Alla domanda: ma la città e i suoi problemi cosa c’entra con tutto questo? La risposta è semplice. Niente, come niente hanno dimostrato di valere i protagonisti di questa vicenda.

Lupo Rosso