Viterbese Castrense, ha inzio l’era della presidenza Marco Romano

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NewTuscia – VITERBO – Ha inizio una nuovo ciclo per la Viterbese che dopo sei stagioni consecutive di era Camilli (due campionati vinti, uno scudetto dilettanti, e una coppa Italia di serie c  conquistata sul campo) la Viterbese entra dunque definitivamente nell’era della presidenza Marco Romano. La trattativa per la cessione della cessione era iniziata sabato 29 giugno e si è conclusa nel pomeriggio di giovedì 18 luglio. Per una operazione durata circa venti giorni.

Raggiante della scelta appena fatta il nuovo imprenditore ciociaro (esattamente di Cassino) Marco Romano, che nella conferenza stampa svolta allo stadio Enrico Rocchi.

“Inizia una nuova era – esordisce il neo presidente della viterbese- in pratica abbiamo concluso quasi subito con Camilli, il quale lo devo ringraziare per la fiducia dimostrata. Il nostro progetto deve essere vincente anche se ci vuole tempo perché i progetti vincenti hanno bisogno di pazienza, si vince con i tempi giusti. Già domani la squadra si raduna per il primo allenamento della stagione, e a meno di clamorosi colpi di scena il mister sarà Antonio Calabro. La squadra sarà composta principalmente da giovani, che sono l’ossatura della squadra, più qualche innesto di valore che darà qualità alla squadra.

Chiedo ai tifosi e ad agli imprenditori locali di starci vicino. Un’ altra nota dolente- prosegue Romano_- è il nome perché la Viterbese rappresenta tutta la provincia, e non un singolo paese, quindi non ha senso avere il nome di un’altro comune. Abbiamo già chiesto alla lega di cambiare nome. Un’ altra cosa che vorrei migliorare, con l’aiuto del comune è sicuramente lo stadio, con qualche innovazione tecnologica, e se possibile costruire la tribuna prato giardino, in modo da rendere l’impianto sempre più competitivo. Un’ altro tassello da tenere in considerazione è  quello di non svendere tutti i protagonisti della scorsa stagione se è possibile li confermiamo, a meno che non ci dovessero offrire cifre astronomiche, che potremmo accettare. Ricordo che per me la società di calcio non è un’azienda privata, ma un bene per tutta la città, quindi vorrei che la città e la provincia rispondessero alla grande venendo allo stadio, un’altra cosa importante è il settore giovanile che dovrà essere il cavallo di battaglia.”