Le regioni sulla lotta al Caporalato e su Politica Agricola Europea Comune

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – In ambito Conferenza delle Regioni  si sono  svolte  due audizioni di una delegazione della Conferenza delle Regioni presso la Commissione Agricoltura della Camera.

La prima si è tenuta nell’ambito di un’indagine conoscitiva sul fenomeno del cosiddetto “caporalato” in agricoltura. La seconda ha invece riguardato le proposte di Regolamento del Paramento europeo e del Consiglio di riforma della politica agricola comune (PAC) per il periodo 2021-2027. Alle audizioni hanno partecipato gli assessori all’agricoltura Leonardo Di Gioia (Puglia), Enrica Onorati (Lazio) Simona Caselli (Emilia-Romagna), Gabriella Murgia (Sardegna) e l’assessore al lavoro, Claudio Di Berardino (Lazio).

 

“Nell’audizione in commissione agricoltura sul tema del caporalato – ha spiegato Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni – abbiamo evidenziato che la legge che c’è funziona, ma che sono necessari alcuni correttivi”.

“In particolare – sottolinea Di Gioia – occorre semplificare l’accesso alla rete di qualità per le aziende e contemporaneamente garantire forme di finanziamento che possano supportare iniziative anche su base locale per l’accoglienza, per i trasporti e quindi per quell’assistenza in termini anche di intermediazione linguistica. Interventi che possono consentire ai lavoratori e alle aziende una più efficacie interazione, contribuendo a debellare il fenomeno del caporalato che purtroppo affligge ancora molti nostri territori”.

Concetti ribaditi, a margine dell’audizione anche da Claudio Di Berardino, coordinatore vicario della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni.

“La lotta al caporalato può essere fatta – partendo dall’attuazione della legge n. 199/2016 – in modo più efficace affrontando con maggiore determinazione alcune tematiche: penso ai trasporti, e ai mediatori culturali che consentono la possibilità di intercettare le persone parlando la loro lingua e, infine, alle questioni relative alle politiche dei servizi e abitative. Peraltro su questi temi le Regioni si sono mosse attuando protocolli significativi con le associazioni datoriali, con le organizzazioni sindacali. Protocolli che vanno monitorati rispetto allo scopo è quello dell’emersione del lavoro nero in agricoltura. Anche il servizio di trasporto può essere dato gratuitamente alle persone che ne fanno richiesta purché dimostrino di avere un contratto di lavoro, sia pure un contratto di lavoro stagionale. C’è poi il tema dei possibili incentivi per le aziende che possono avere un interesse imprenditoriale ad una registrazione. Sotto questo profilo il ruolo dei centri per l’impiego diventa centrale, non solo per la discussione attuale sul loro potenziamento, ma perché effettivamente rappresentano il luogo ideale in cui si possono incrociare domanda e offerta di lavoro.

Per quanto riguarda invece la nuova Politica Agricola Comune, oggetto della seconda audizione, “va detto – ha spiegato Leonardo Di Gioia – che si tratta di un tema centrale nelle dinamiche di programmazione delle nostre Regioni.

Stiamo concludendo la vecchia programmazione, ma abbiamo bisogno di regole chiare per il futuro, in base alle quali le regioni continuino ad avere un ruolo centrale, mantenendo nel nuovo Regolamento le autorità di gestione a livello regionale, e a poter avere un’interlocuzione diretta con Bruxelles per la risoluzione delle varie problematiche. E la nuova PAC – ha proseguito Di Gioia – dovrà garantire ovviamente un livello di finanziamento quantomeno equivalente a quello della precedente attività. Tutti temi che abbiamo rappresentato oggi in Audizione alla Commissione Agricoltura, incontrando grande condivisione da parte dei parlamentari. Ed è anche vero – ha concluso Di Gioia – che questi stessi argomenti sono stati oggetto di appoggio e supporto da parte dello stesso Ministro delle politiche Agricole, Gianmarco Centinaio”.