L’esperienza del comune di Malles per contrastare i prodotti chimici nei noccioleti della Tuscia

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo da Accademia Kronos.

Il sindaco di Malles, in provincia di Bolzano, Ulrich Veith, alla fine ha vinto. Si ritorna per le coltivazioni delle mele ai sistemi tradizionali biologici e non più chimici. Il comune di Malles ha vinto in nome della salute dei suoi cittadini. La storia di Malles è collegabile un po’ a quanto sta accadendo nella Tuscia: una battaglia civile e democratica contro la logica di poche persone interessate unicamente al proprio  tornaconto economico e poco o niente agli equilibri dell’ambiente e della salute umana.

Girl Holding Dog at the Park in Summer

Il sindaco Veith, contrastato, minacciato, denunciato da parte di chi voleva continuare ad avvelenare suoli, aria e acqua, prima di ottenere l’attuale successo nel referendum diceva spesso : «Non ci fermeranno, continueremo la nostra battaglia per la salute e per la democrazia». E così è stato. Il primo comune italiano ad aver indetto un referendum contro i pesticidi non si è arreso allo stop del Tar e nemmeno di fronte alla richiesta di risarcimento danni da parte della Corte dei Conti. Ma è andato avanti nella sua battaglia di civiltà riportando una vittoria storica.

Malles si candida a diventare un simbolo per la vita contro tutto ciò che attenta alla salute umana e agli equilibri della natura. In un recente incontro al Parlamento Italiano per  festeggiare il successo del comune di Malles contro la chimica, la presidentessa di Navdanya International, Vandana Shiva, ha dichiarato:  «Vorrei che ci fossero molti Malles nel mondo, perché Malles non combatte solo per se stessa ma rappresenta un’importante esperienza pionieristica per il mondo intero». L’organizzazione Navdanya International è impegnata da tempo nel cercare di creare a livello planetario una rete di comunità libere da veleni a favore di una immediata transizione verso modelli produttivi agroecologici capaci di rispettare la biodiversità e contrastare i cambiamenti climatici.

Me qual è la storia di Malles? Già a partire dal 2008 gli abitanti della Val Venosta, stanchi di subire passivamente i veleni irrorati nelle piantagioni di mele, chiesero alle autorità locali di intervenire. Dopo varie battaglie (come quella che si sta consumando nella Tuscia contro i fitofarmaci), denunce, minacce e prese di posizione da parte delle associazioni di categoria che sostenevano le metodologie agrarie basate esclusivamente sulla chimica, si è giunti ad un referendum locale che alla fine, il 76%  dei votanti, ha detto stop all’uso dei prodotti chimici in agricoltura.

Ma alla nostra specifica domanda fatta al Sindaco Ulrich Veith:  ”Come è venuto in mente alla giunta del suo comune di indire un referendum tra tutti i  cittadini della Val Venosta ?” Il Sindaco ha risposto: “ Negli anni abbiamo purtroppo constatato l’incidenza del fenomeno della deriva, ovvero il trasporto delle sostanze chimiche a lunghe distanze dai campi in cui vengono irrorati, aggravato ulteriormente dalle condizioni climatiche di quest’area particolarmente ventosa. Abbiamo ritrovato tracce di pesticidi nelle coltivazioni biologiche, nelle acque, nei campi da gioco, nei giardini delle scuole, negli spazi pubblici. Abbiamo iniziato circa dieci anni fa a informare i contadini che usano i pesticidi per spiegar loro i danni che procurano a se stessi, all’ambiente e alle persone vicine. Purtroppo non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti dai diretti interessati e dalle istituzioni, al contrario tutto continuava senza alcun miglioramento. A quel punto abbiamo deciso che era giusto ascoltare la volontà della popolazione. Il quesito era molto semplice: vogliamo un tipo di agricoltura convenzionale nel nostro Comune o piuttosto preferiamo un’agricoltura biologica e la difesa della biodiversità? Così nel 2014 abbiamo indetto un referendum che ha avuto un esito molto chiaro. Una partecipazione altissima con oltre il 70% degli aventi diritto al voto. Fra questi, il 76% ha espresso la volontà di vivere in un Comune libero dai pesticidi.”

Accademia Kronos, che per anni ha seguito e sostenuta la giusta battaglia per la vita della Val Venosta, intende ora trasportare questa esperienza nella Tuscia. Il sindaco di Malles è stato già invitato dalla direzione dell’associazione a scendere qui nel viterbese per sensibilizzare i produttori di nocciole al problema.

Oggi le mele della Val Venosta non saranno più avvelenate da pesticidi vari. Il sindaco Veith, raggiunto telefonicamente da AK, si è detto pronto a collaborare con noi e, quindi, presto potrà venire a raccontarci la sua coraggiosa battaglia contro la chimica velenosa in agricoltura a vantaggio di metodologie compatibili con l’ambiente e la qualità della vita. Quindi si spera che in un futuro prossimo si potrà dire che le nocciole della Tuscia sono coltivate esclusivamente con metodologie agricole compatibili con l’ambiente naturale e la salute dei cittadini.

I dirigenti da Accademia Kronos sono certi che in un eventuale referendum popolare e democratico, la stragrande parte dei cittadini deciderebbe no alla chimica in agricoltura, come hanno già fatto gli abitanti della Val Venosta. Ma prima di giungere a questi livelli Accademia Kronos invita le organizzazioni di settore, i produttori di nocciole e la stessa Ferrero a sedersi intorno ad un tavolo e trovare soluzioni alternative contro l’uso massiccio di sostanze chimiche dannose all’ambiente naturale e alla salute per tutti gli abitanti del viterbese e non solo.

In conclusione la Presidenza di Accademia Kronos invita produttori e distributori di prodotti alimentari e in particolare dolciari, ai fini della salvaguardia della salute dei consumatori, a verificare attentamente  il percorso  del prodotto, dal suolo all’industria di trasformazione; prodotto che alla fine giunge sugli scaffali dei supermercati per essere venduto  al pubblico. In caso di sospetto trattamento di fitofarmaci tossici si invitano distributori e negozianti a bloccare il prodotto e informare i N.A.S.  – Ma di questo ne parleremo più ampiamente in un dossier che stiamo preparando per il pubblico.

 

Il Presidente

Franco Floris