Gioiellerie, dopo anni di flessione tornano a crescere. I dati in Italia

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NewTuscia – Le gioiellerie tornato a crescere nel nostro Paese dopo alcuni anni di flessione. In particolare il quinquennio tra il 2012 e il 2017 ha visto la chiusura di molti esercizi commerciali di questo genere, oltre duemila, conseguenza del resto naturale della crisi innescata dallo scoppio della bolla dei mutui Subprime nel 2008.

Una gelata che è andata naturalmente a colpire settori vari e disparati, come anche i gioielli. Proprio a partire dal 2017 tuttavia, le gioiellerie sono tornate ad essere un pilastro dell’economia italiana come lo erano state in passato.

I numeri sulle gioiellerie italiane

Una eloquente fotografia del settore, la più aggiornata in assoluto, è stata fornita da Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio Imprese per l’Italia, nel corso di un incontro tenuto a Vicenza nel settembre del 2018.
La cornice del Digital Talks veneto, questo il nome dell’iniziativa varata in collaborazione tra l’associazione e Italian Exhibition Group-IEG, arrivata ormai alla sua quarta edizione, esplicita in maniera abbastanza eloquente lo stato del settore. Una fotografia aggiornata a distanza di cinque anni dall’ultimo report sul settore grazie ai dati forniti dall’Istat, in base alla quale è possibile sapere che dal 2016 al 2017 il numero di gioiellerie attive sul territorio italiano ha visto l’arrivo di circa 500 unità aggiuntive, corrispondenti a un aumento del 3,6%, portando il totale degli addetti a 36.243, con una crescita del 4,8.
Si parla di crescita nelle grandi città ma anche nei centri più piccoli: un’offerta più omogenea ceh fa si che, oggi, chi cerca una gioielleria a Trento abbia sostanzialmente le stesse opportunità che si riscontrano nelle grandi metropoli.

La gioielleria è sempre più online

Altro dato che viene evidenziato dallo studio effettuato è quello relativo alla sempre più notevole incidenza della multicanalità: ormai oltre 2/3 dei gioiellieri attivi sul mercato sono presenti online. Una presenza che molto spesso deriva da esigenze promozionali, proprio in considerazione del fatto che i gioielli non sono facilmente acquistabili in rete, tanto da spingere molto spesso le gioiellerie a puntare sui social, più che su un sito per il commercio elettronico. A ricorrervi sono soprattutto le realtà settentrionali, mentre quelle del Sud sembrano continuare a privilegiare la tradizionale rivendita fisica.
I brand che riescono a muoversi bene online sono anche premiati da un ritorno economico non indifferente, tanto da riuscire a fatturare un buon 50% in più rispetto a quelli che non hanno ancora imposto la propria presenza sul web. Un dato di fatto che comunque non sembra minare la vitalità delle gioiellerie tradizionali, a differenza di quanto sta avvenendo in settori che vedono le vendite digitali prevalere in maniera sempre più netta.