Pittoritto: “A Sutri serve il commissario prefettizio per l’ordinaria amministrazione. Da Sgarbi solo annunci”

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NewTuscia – SUTRI – A questo punto sarebbe meglio per la cittadinanza di Sutri se avesse il Commissario prefettizio, almeno i cittadini avrebbero tutte le necessità atte a un vivere civile (acqua, immondizia e altro) funzionanti, piuttosto che inseguire “specchietti per allodole” come la nuova brillante idea del Sindaco relativa all’Accademia di musica, naturalmente sostenuta subito dai suoi fedeli caudatari di maggioranza ma anche di minoranza.

Alcune semplici domande: cosa ne è stato della boutade relativa a Sutri patrimonio dell’Unesco? Chiacchiere, molte, tantissime parole e dopo di che il nulla, perché la giunta non è stata in grado di seguire il difficile iter che avrebbe, forse, un giorno potuto far prendere in considerazione l’Antichissima città come “patrimonio dell’umanità”. Tutto è finito nel dimenticatoio.

Lo stesso dicasi per l’Accademia d’Arte che avrebbe dovuto essere guidata dall’ottimo Roberto Ferri. Poi c’era stata l’idea di un’Accademia di Comunicazione che sarebbe dovuta essere parte integrante di Palazzo Doebbing. Anch’essa strillata e poi taciuta. Quindi sappiamo della proposta di una prestigiosa rivista che sarebbe dovuta essere legata all’attività culturale del Museo. Mai realizzata, forse anche perché ora vengono a mancare i notevoli aiuti della Fondazione Terzo Pilastro e la figura di Emmanuele Emanuele. Il tanto sbandierato “Festival Cocaina”, da farsi in antagonismo con “Caffeina” viterbese, è finito nel dimenticatoio, irrealizzabile per molte mancanze non solo economiche ma anche infrastrutturali.

Un cambiamento di senso di marcia nell’accesso al paese che, sebbene corretto nell’idea, si è rivelato un danno non soltanto alla città ma anche, soprattutto, allo stesso museo che avrebbe dovuto favorire. Una messe di inutili e autoreferenziali premi, premiucci, “festival”, tavole rotonde, conferenze e presentazioni di libri di amici di amici dei consiglieri e affini, che nulla di sé hanno lasciato alla cittadinanza, così come nulla è venuto al popolo dal moltiplicarsi di targhe e intitolazioni di vie, larghi e spiazzi. Ora anche quella moda sembra essere trascorsa ed è giunto il tempo di Morgan.

Naturalmente all’interno della giunta assistiamo alle esternazioni sui social di improvvisati musicologi, tutti esperti in materia di accademie e strutture culturali da sempre. Tutto ciò è meraviglioso, uno spettacolo kafkiano che dà la misura della pochezza provinciale di chi vorrebbe ma non sa fare (l’accusa ai suoi stessi di essere incapaci è dello stesso sindaco, non nostra) e nonostante ciò fa lo stesso, facendo male.

Il silenzio assenso da parte della maggioranza è ormai una prassi consolidata, volta al mantenere ancora ciascuno i propri glutei, solidamente ancorati a quelle poltrone che anche se portano poco come emolumento, restano un ambito obiettivo di un presunto, insulso, ridicolo e finanche patetico potere del nulla, esercitato nei confronti degli altri cittadini. Ad essi, in maniera meno comprensibile se non fosse per l’egolatrica vanità di qualcuno, si accoda di buon grado l’opposizione tutta che spera così di vedere su di sé, almeno per una volta nella vita, le luci abbaglianti della ribalta.

Sentiremo sabato cosa verrà finalmente manifestato alla cittadinanza sutrina in sede di consiglio comunale, certamente decorato da un profluvio di insulti e contumelie tra un’arrampicata sugli specchi e un’altra.
Candida Pittoritto 
Civiltà Italiana