Ondate di caldo e misure di lotta ai cambiamenti climatici

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO –  Le ondate di calore  e le altissime temperature che stanno  caratterizzando  questi giorni estiva  sono  state certamente straordinarie, in alcune ore del giorno insopportabili, ma destinate, come tanti altri fenomeni meteorologici, ad attenuarsi e ad essere affrontate con accorgimenti dettati dal buon senso: con alimentazione e idratazione adeguate, non esponendosi al sole nelle ore più calde della giornata.

Queste giornate di caldo record ci inducono comunque ad alcune riflessioni sul rapporto tra i cambiamenti climatici e la necessità di una diversa qualificazione  dello stile di vita, delle modalità produttive e del miglior riutilizzo dei rifiuti, in funzione di un maggior rispetto dell’ambiente e di lotta all’Inquinamento.

A conclusione delle varie Conferenze sull’Ambiente le nazioni presenti  hanno sostenuto  delle “Dichiarazioni finali” sui  temi oggetto di approfondimento  e di intervento: i rifiuti in mare (marine-litter), il riciclo dei rifiuti e l’economia circolare, la tassazione ambientale, leliminazione dei sussidi alla produzione di beni dannosi all’ambiente.

Ripercorriamo la storia degli Accordi recenti per la lotta ai cambiamenti climatici.Va tenuto presente che il 3 novembre 2016 e’ entrato il vigore il trattato di Parigi per combattere l’inquinamento urbano, che avrebbe dovuto introdurre un cambio deciso di abitudini e di stili di vita.  Duecento Paesi del mondo tentano di salvare la Terra. Insieme,  lottando contro il  “climate change”, per ridurre le emissioni nell’atmosfera.

L’accordo di Parigi ha tentato di svincolare l’economia mondiale dall’impiego dei combustibili fossili per la produzione di energia entro la metà del secolo, limitando la crescita della media delle temperature “ben al di sotto” della soglia dei 2 gradi in più rispetto al periodo preindustriale, previsti per il 2050.

Per valutare le misure e gli effetti dell’Accordo di Parigi, il  Touring Club Italiano ha pubblicato il rapporto Clima. Il pianeta che cambia. Un vero e proprio racconto fotografico che affronta il tema del cambiamento del clima, invitando a prenderne consapevolezza attraverso la conoscenza.

Ma soprattutto aiutando a riflettere sulle conseguenze che i cambiamenti nel clima già ora producono, e sempre più avranno, sulla nostra stessa quotidianità: mutamenti nel paesaggio, nel patrimonio monumentale e artistico, nelle esperienze di viaggi e turismo.

Nell’ambito del Vertice G20 svoltosi in Cina nel 2017, Stati Uniti e Cina, i paesi più inquinanti della Terra, avevano annunciato la loro adesione e sottoscrizione al Protocollo “COP21” sottoscritto a Parigi nel dicembre 2015.

Nel settembre 2018 era stato  sottoscritto a New York, al Palazzo di Vetro dell’Onu, un accordo storico per il contrasto al surriscaldamento globale. I 165 Paesi firmatari si sono impegnati per il contrasto al surriscaldamento globale di non più di 2 e 1,5 gradi nei prossimi decenni. 

Sono tante le misure programmate, da verificare alla prova dell’attuazione sui territori, per cambiare concretamente stili di vita, abitudini nella modalità di trasporto, convertendo i cittadini al trasporto pubblico locale, da rilanciare razionalmente senza inutili sprechi.

Il testo del “Protocollo d’intesa” sottoscritto in Italia ormai da tre anni tra Ministero, Conferenza delle Regioni  e Comuni per migliorare la qualità dell’aria mira prioritariamente ad  incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, abbattere le emissioni, favorire misure intese ad aumentare l’efficienza energetica.

Il documento  disciplina la collaborazione tra le parti, al fine di definire e attuare misure omogenee su scala di bacino per il miglioramento e la tutela della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni di “gas climalteranti”, con interventi prioritari nelle città metropolitane, utilizzando in modo coordinato gli strumenti normativi e finanziari previsti dall’ordinamento, promuovendo altresì il coordinamento delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria da parte del sistema delle Agenzie regionali di Protezione Ambientale e dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, le azioni di informazione e divulgazione mirate alla corretta comunicazione dei rischi ambientali e sanitari ai cittadini.

Con lindirizzo e la  supervisione del Governo, ogni regione e ogni comune dovrà vagliare i provvedimenti per migliorare la salute pubblica, la salubrità dellaria e la qualità della vita urbana.

  1. a) l’attuazione di misure d’urgenza omogenee e temporanee;
  2. b) il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze, incrementando l’efficienza energetica ed agevolando il passaggio a combustibili meno inquinanti;
  3. c) il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi del trasporto pubblico e di servizio pubblico in esercizio, anche attraverso l’attivazione di un’unica centrale di committenza a cui Regioni e Comuni possano rivolgersi per una rapida immissione di mezzi pubblici ecologici;
  4. d) la promozione di una rete di ricarica, anche a ricarica rapida, efficiente soprattutto nelle aree metropolitane che supporti la riconversione elettrica dei mezzi pubblici e privati di trasporto, anche mediante incentivi all’acquisto di veicoli merci, autobus, autoveicoli privati, taxi/NCC e biciclette alimentati ad energia elettrica;
  5. e) l’implementazione e il miglioramento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale;
  6. f) le misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico, quali, a titolo esemplificativo, l’offerta di abbonamenti integrati comprendenti ferrovie, bus, metro, bike sharing, car sharing , sosta gratuita nei nodi di scambio extra urbani, realizzazione di nuove piste ciclabili, corsie preferenziali per il trasporto pubblico ed aree di totale pedonalizzazione;
  7. g) l’introduzione al livello nazionale del limite di 30Km/h all’interno dei centri abitati, con l’eccezione delle principali arterie di scorrimento;
  8. h) la promozione e diffusione di buone pratiche agricole volte alla limitazione delle emissioni di ammoniaca derivanti dalla somministrazione di fertilizzanti azotati o dagli allevamenti, anche tenuto conto dell’aggiornamento della direttiva sui tetti nazionali alle emissioni (cosiddetta direttiva NEC) di futura emanazione;
  9. i) le misure innovative per la dissuasione e la repressione della sosta di intralcio e la sincronizzazione dei semafori con monitoraggio dell’intensità di traffico, tese ad aumentare la fluidità del traffico veicolare;
  10. l) l’omogeneizzazione e soprattutto la condivisione ed l’interoperabilità di dati e informazioni sulla qualità dell’aria quantomeno in tempo quasi reale. Infatti tali dati e informazioni sono oggi disponibili solo sui siti web ufficiali delle singole Agenzie, ma prodotti ed esposti secondo modalità e formati differenti tra loro;
  11. m) la produzione da parte di ISPRA di un Bollettino periodico , sulla base dei bollettini regionali prodotti dal sistema agenziale, e dei dati e delle informazioni di cui al comma precedente di sintesi complessiva posta a disposizione delle Autorità ambientali quanto delle popolazioni;
  12. n) la definizione di un obbligo di revisione dei Piani della Qualità dell’aria (art. 9 D.Lgs 155/2010) ogni 4 anni e la definizione di una linea guida unica per la redazione degli stessi da parte del Ministero tramite il supporto tecnico/scientifico di ISPRA e del sistema agenziale;
  13. o) le misure agevolative finalizzate alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico relativi agli impianti sportivi pubblici, nonché a favore di altri edifici pubblici;
  14. p) le misure volte alla metanizzazione degli impianti termici in uso presso la pubblica amministrazione, all’atto della sostituzione degli stessi per vetustà/guasti;
  15. q) le misure volte alla rottamazione/riconversione dei veicoli più inquinanti, con particolare riferimento alle flotte merci, promuovendo l’utilizzo delle tecnologie e combustibili a basso impatto ambientale;
  16. r) le misure volte all’ aumento del verde pubblico all’interno delle aree urbane, con particolare attenzione alla problematica della piantumazione in aree urbane ed extraurbane;
  17. s) le misure volte all’avvio ed alla realizzazione dei nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci e per l’elettrificazione delle banchine portuali;
  18. t) il potenziamento dei sistemi tecnologici di monitoraggio e di controllo per il rispetto delle misure della limitazione della circolazione nei centri urbani.