Sempre più sentita nelle nostre cittadine la tradizione delle Infiorate del Corpus Domini

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L’Eucarestia percorre le Città dell’Uomo per ispirare il bene Comune.

 di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Quella dell’Infiorata in occasione delle processioni del Corpus Domini rappresenta  ormai una rinnovata tradizione che coinvolge centinaia di persone, ragazzi e giovani in particolare, che si dedicano alla raccolta di petali e fiori di campo per poi allestire splendidi disegni in onore dell’Eucarestia che viene condotta sulle strade delle nostre cittadine.

Si rinnoverà nella giornata di oggi domenica 23 giugno, Solennità  del “Corpus Domini” la tradizione sempre più sentita delle processioni che si svolgono su tappeti di fiori, a

Bolsena, Civita Castellana, Gallese, Ischia di Castro, Nepi, Sutri, Tarquinia, Tuscania, Valentano e Vitorchiano.  Altre solenni processioni e infiorate vengono allestite ad Acquapendente, Barbarano Romano, Capodimonte, Castel Sant’Elia, Fabrica di Roma, Grotte Santo Stefano (Viterbo), La Quercia (Vt), Marta, Montefiascone, Orte, Onano, Torre Alfina (Acquapendente), Vallerano, Vasanello, Vignanello e Viterbo.

Le comunità cristiane e civili della Tuscia si onorano di stringersi alla vicina diocesi di Orvieto e Todi ed alle città di Bolsena e Orvieto, nella solennità che ricorda il Miracolo che si compì a Bolsena nel 1263, ed a cui seguì la costruzione del magnifico Duomo di Orvieto.

Nelle processioni del “Corpus Domini” nelle nostre cittadine il tripudio di colorati e raffinati tappeti di fiori, predisposti fin dal primo mattino, non rappresenta solo esteriorità, ma costituisce l’occasione propizia per  riappropriarsi dei significati interiori profondi dei gesti compiuti. In ricordo del  Miracolo Eucaristico di Bolsena del 1263.

La basilica di Santa Cristina in Bolsena custodisce la pietra dell’altare macchiata di sangue, mentre il Duomo di Orvieto ospita il Corporale di lino macchiato del sangue scaturito dal Pane spezzato dal sacerdote boemo Pietro da Praga, assalito durante la celebrazione della messa dal dubbio sulla trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.

Le cronache del Miracolo riportano che il sacerdote andò subito da papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, per riferirgli l’accaduto.

Il papa inviò a Bolsena Giacomo, vescovo di Orvieto, per verificare la veridicità del fatto e riportare le reliquie.

Secondo la leggenda, il presule fu accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino – a cui successivamente fu affidata la redazione dei testi della liturgia della festività istituita – e Bonaventura da Bagnoregio. Tra la commozione e l’esultanza del popolo, il vescovo di Orvieto tornò dal Papa con le reliquie del “miracolo”. Urbano IV ricevette l’ostia e i lini che si supponeva fossero intrisi di sangue, li mostrò al popolo dei fedeli e li depose nel sacrario della cattedrale orvietana di Santa Maria.

A seguito di questo evento, l’anno successivo 1264, papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini.

Sull’Eucarestia e la sua attuale presenza nella vita delle nostre Città  ricordiamo le recenti parole di papa Francesco sulla centralità della Famiglia, del Lavoro e della Festa eucaristica domenicale,  con un’importante esortazione a considerare come “Ogni Messa domenicale genera e offre bene comune, sostiene visioni e responsabilità di bene comune:  l’Eucarestia rappresenta il nutrimento della testimonianza della carità nella città.”

Nella celebrazione eucaristica domenicale, vengono sintetizzati e resi pubblici con il grande dono della festa del Corpus Domini, con le splendide processioni – caratterizzate da artistiche infiorate segno di profonda adorazione per il “Corpo di Cristo” – in cui lEucarestia viene condotta attraverso le abitazioni degli uomini.

Questo rappresenta uno dei principali impegni delle Chiese locali   capaci di condividere la responsabilità per il bene comune con tutte le forze vive del Paese,  nonostante le differenze sociali, culturali o politiche.