Articolo Uno Terni: La sanità è pubblica

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NewTuscia – TERNI – La Sanità è Pubblica e deve esserlo perché la nostra Carta Costituzionale lo ha sancito, ma sempre di più il diritto alla salute in senso ampio e, in particolare quello ad una adeguata assistenza sanitaria, rischiano di perdere il carattere di universalità a causa di misure e manovre che nel tempo hanno minato la qualità e
l’adeguatezza del sistema sanitario ai bisogni di salute della popolazione; sempre di più chi ha i mezzi
ricorre a servizi privati mentre fette di popolazione sempre più ampie rinunciano alle cure a causa del
severo impoverimento.
A livello nazionale assistiamo a fantasiose e inadeguate richieste da parte dei governi regionali e dei
dirigenti delle strutture sanitarie che per far fronte alla insostenibile carenza, peraltro prevedibile, di
personale sanitario (medico e di altre professioni sanitarie), suggeriscono il rientro in attività di medici in
pensione o il ricorso addirittura all’Esercito.
Non può essere questa la strada, si deve investire sulle dotazioni organiche così come su quelle strumentali
delle strutture sanitarie; si deve chiudere la fase del numero chiuso per l’accesso al percorso universitario,
si devono fare i concorsi, si deve assumere. Ma dal Governo e dal Ministero della Salute arrivano notizie
che vanno assolutamente in contrasto con queste esigenze e si parla di nuovi tagli; altre nefandezze, in
tema di garanzia all’accesso di cure adeguate da parte di tutti i cittadini dello Stato, indipendentemente
dalla Regione in cui vivono, verrebbero compiute con l’applicazione delle cosiddette “autonomie
differenziate”.
L’Umbria, che ha sempre vantato un buon livello di sistema sanitario regionale, oltre a risentire delle sopra
citate criticità che riguardano tutto il paese, rischia oggi la paralisi e la riduzione dei servizi erogati in
termini di qualità e quantità.
Gli effetti delle note vicende giudiziarie, che dovranno fare il loro corso, non possono essere scaricati sui
cittadini.
Sarebbe irresponsabile prorogare il commissariamento delle Aziende Sanitarie.
È irresponsabile sospendere i concorsi in un momento nel quale il massiccio accesso alla quiescenza da
parte di molti lavoratori pubblici, soprattutto in sanità, rischia di bloccare le strutture sanitarie e
l’erogazione dei servizi ai cittadini in quel campo, quello della salute, che costituisce l’ambito più delicato e
più impattante sulla qualità della vita di ognuno di noi.
Non sono più rinviabili, nell’Azienda Ospedaliera “S. Maria” di Terni, quegli adeguamenti della dotazione
organica così faticosamente conquistati con l’accordo di marzo 2017 e con l’approvazione del Piano dei
Fabbisogni.
I concorsi devono essere rapidamente espletati perché la conclamata carenza di personale sanitario, in
questa città, è ancora più marcata e questa, unita al commissariamento della Direzione Generale che
inevitabilmente determina paralisi nelle decisioni e di conseguenza la mancata adozione di efficaci misure
organizzative e non, rischia di impedire l’erogazione di adeguati servizi, aprendo a possibili condizioni di
emergenza.
Articolo UNO Terni
ALESSANDRO VENTURI