Ama, Uiltrasporti Lazio: in Campidoglio affermeremo la necessità di farla diventare impresa pubblica industriale

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NewTuscia – ROMA – “Vogliamo accogliere come elemento positivo la nomina del nuovo Cda di Ama, dopo 3 mesi di vacazione e nonostante sia il sesto in tre anni, per rilanciare con forza l’indicazione di invertire da subito rotta e tendenza. All’incontro che si terrà in Campidoglio chiederemo una reale presa d’atto sulla situazione drammatica dell’azienda, e faremo appello a fornitori e banche affinché non mollino Ama, misurando da subito chi divide e chi unisce non solo il ciclo dei rifiuti, ma lavoratori e lavoratrici. Uiltrasporti Lazio intende contribuire fattivamente, con il supporto qualificante di tutti i lavoratori, a rovesciare la situazione, per trasformare Ama in Impresa pubblica Industriale, con un futuro certo e stabile”. A dichiararlo il Commissario Straordinario Uiltrasporti Lazio, Marco Verzari, e il Coordinatore Regionale Uiltrasporti Lazio, Alessandro Bonfigli.

“Occorre che sia messo fine agli annunci altisonanti dei vertici – proseguono i due sindacalisti  – e ai relativi stati di agitazione e di allarme tra le maestranze che hanno contraddistinto gli ultimi mesi di Ama, tra bilanci non approvati, conti in rosso, nuovi impianti annunciati e poi bocciati degli stessi uffici del Comune, mentre l’organizzazione del lavoro ha continuato ad essere rigida e centralizzata e ad impegnare molto del tempo degli operai per l’inserimento dati attraverso vari dispositivi elettronici, piuttosto che allo spazzamento, alla raccolta rifiuti e al controllo, privandoli così anche della possibilità di ottenere risultati lavorativi e professionali.

“E basta anche con le slide di progetti irrealizzabili – aggiungono Verzari e Bonfigli –   Ad Ama serve un piano industriale concreto, realistico e di qualità, capace di guardare alle diverse esigenze dei municipi, e che faccia sì che Roma abbia un sistema di raccolta e lavorazione rifiuti di qualità, come nelle altre capitali europee.

“Ama, azienda pubblica al 100%, ha bisogno di diventare industriale dandole il governo di filiera e costi, per soppiantare urgentemente la logica di pagare terzi per lo stoccaggio rifiuti della Capitale, con quella dell’economia circolare, fatta di economia di scala, di efficienza e di efficacia”.