Convegno Anci a Torino “Un nuovo passo per il futuro delle città”

di Stefano Stefanini

NewTuscia – TORINO – “Un nuovo passo per il futuro delle città”, è questo il titolo del convegno organizzato da Anci, ministero dellAmbiente e Città di Torino che si è svolto  mercoledì  5 giugno al Palazzo di Città del comune di Torino, nella Sala del Consiglio.

Il convegno è la prima tappa della Conferenza sulla mobilità sostenibile che si concluderà a Catania il prossimo autunno.

L’evento plenario della mattina è focalizzato sulla qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre città e sull’impatto ambientale derivante dai trasporti e dalla mobilità, sulla improrogabile necessità di cambiare passo e comportamenti. Interventi di attori diversi, in chiave molto semplice con linguaggio per non addetti ai lavori, per fare comprendere a tutti, soprattutto ai cittadini, a chi si muove in automobile, quanto importanti siano le scelte e le politiche di mobilità urbana.

Tutti abbiamo bisogno di aria (pulita). Le amministrazioni hanno un ruolo fondamentale di esempio e di traino, nel rendere accessibili a tutti alternative sostenibili di mobilità allauto privata, nel fare comprendere quanto sia necessaria una rivoluzione culturale della nostra società, far capire ai cittadini che spesso scelte dellamministrazione percepite come impopolari sono dettate dalla necessità di tutelare la salute e il benessere pubblico.

Non solo provvedimenti percepiti come limitanti la libertà di ognuno, ma costruzione condivisa di una comunità più sana e con una più alta qualità di vita. Sono intervenuti al primo panel, tra gli altri, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, il Capo dipartimento per la valutazione, i controlli e la sostenibilità ambientale Ispra Mario Cirillo e il Presidente della Società metereologica italiana Luca Mercalli. A chiusura della mattina, gli interventi della sindaca di Torino Chiara Appendino e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Nell’ambito del Convegno di Torino  sono stati previsti tavoli laboratoriali a inviti per addetti ai lavori, sulle diverse tematiche della mobilità. I tavoli rappresentano un momento di confronto allargato con tutti gli attori della filiera, istituzioni ed enti locali, associazioni e imprese, in ciascun settore della mobilità urbana, dai servizi alle infrastrutture, dalla mobilità delle persone alla mobilità delle merci/ logistica.

La declinazione dei tavoli laboratori, strutturati come luoghi tecnici di lavoro, in questa edizione è pensata con approfondimenti su temi di particolare attualità e dibattito individuati come prioritari per i Comuni (micromobilità elettrica, ciclomobilità, reti di ricarica e sostenibilità dellelettrificazione, logistica urbana e pianificazione della mobilità sostenibile PUMS).

Una sessione tecnica sarà dedicata anche all’esperienza innovativa in corso tra Torino e Milano per i servizi ai lavoratori pendolari di integrazione tariffaria e di servizio ferroviario/Trasporto Pubblico LocaleTPL.

Le Regioni hanno espresso un parere negativo sul decreto del ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali,  recante approvazione del “Piano  strategico grandi progetti beni culturali 2020”.

La motivazione principale della bocciatura, spiegata in un documento consegnato al Governo nel corso della Conferenza Unificata, sta nel mancato coinvolgimento delle Regioni in vista della scelta delle proposte da fare per l’individuazione dei beni o siti da inserire nel Piano Strategico Grandi Progetti beni Culturali 2020.

In sintesi la posizione delle Regioni sullo schema di decreto del Ministro per i beni e le attività culturali recante approvazione del piano strategico “grandi progetti beni culturali 2020”  e Parere ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, della legge 29 luglio 2014, n. 106 Punto 4) O.d.g. Conferenza Unificata.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere negativo con le seguenti motivazioni:

  1. sebbene le Regioni e le Province autonome avessero in passato lamentato il mancato coinvolgimento nella definizione degli interventi da finanziare, raccomandando per il futuro un loro tempestivo interessamento, non vi è stato l’auspicato coinvolgimento. Le Regioni e gli enti territoriali, infatti, non sono stati coinvolti dagli organi centrali e periferici dello Stato in vista della scelta delle proposte da fare per lindividuazione dei beni o siti da inserire nel Piano Strategico Grandi Progetti beni Culturali 2020;
  2. b) ulteriore motivo sta nel fatto che, seppur le disposizioni normative non abbiano subito alcuna modifica, la nota di accompagnamento allo schema di decreto, a presunta giustificazione del fatto che il programma 2020 riguardi interventi su beni di proprietà statale individuati esclusivamente dagli Istituti Mibac, richiama, questanno per la prima volta, regole che sembrano applicabili a fattispecie diverse.

Si valuta comunque positivamente l’impegno di portare a conoscenza delle Regioni e degli Enti locali, in occasione della prossima programmazione del Piano, la circolare per l’individuazione degli interventi prevedendo al contempo l’acquisizione di un parere di competenza della Conferenza Unificata.