Baby squillo, un giro attivo tra Viterbo e Blera

NewTuscia – VITERBO – Più di 13.000 intercettazioni telefoniche hanno confermato le iniziali supposizioni delle forze dell’ordine portando allo scoperta un giro di baby squillo attivo tra Blera e Viterbo. Ragazze giovanissime, tra loro anche tre rumene di circa 15 anni all’epoca dei fatti, adescavano uomini alla fermata degli autobus al Riello previo appuntamento fissato sui social, conducevano poi i “clienti” in appartamenti (presumibilmente del centro storico). A capo di tutto due uomini, un pensionato 75enne e uno di 35 anni, anche lui rumeno: ora dovranno rispondere di induzione alla prostituzione minorile.

Le investigazioni hanno avuto inizio nel 2015 dall’inchiesta apparsa sul Corriere di Viterbo e si sono principalmente concentrate su Blera, luogo di residenza delle ragazze, dove, cellulari alla mano, erano state spesso viste in compagnia di uomini molto più grandi di loro. Le ragazze mantenevano i contatti tramite messaggi su Whatsapp, raggiungendo singolarmente anche 100 contatti al giorno.

I due imputati andranno al processo davanti al collegio presieduto da giudice Gaetano Mautone; l’anziano avrebbe compiuto atti sessuali con una 15enne dietro compenso, invitando lei e le sue amiche ad incontri sessuali a pagamento con suoi conoscenti, mentre il più giovane avrebbe cercato di convincere le giovani a lavorare in un night club erotico, i cui servizi comprendono l’intrattenimento sessuale. Ognuno con il suo ruolo, il primo procurava clienti, a volte tratti in inganno riguardo all’effettiva età dall’atteggiamento adulto nelle foto su Facebook e Whatsapp, e l’altro si occupava della gestione dell’ “attività”.