Intitolata la piazza del’Istituto superiore di Orte alla prof. Maria Silvia Rita

Simone  Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – In occasione del duecentesimo anniversario de” L’ Infinito” di G. Leopardi la dirigente scolastica  Fiorella Crocoli e i docenti dell’ Istituto Superiore hanno deciso di intitolare la piazza dell’Istituto alla stimatissima prof.ssa Rita Maria Silvia, l’indimenticabile insegnante-scrittrice che tanto amava la poesia del poeta recanatese, come riportato in un comunicato dell’Istituto diffuso dalla prof.  Fiorella Ralli.

“La sensibilità particolarissima, le finissime capacità poetiche e filologiche, l’indiscussa genialità, il sentimento del dolore e del piacere, lo studio”matto e disperatissimo” di Leopardi hanno rappresentato per la prof.ssa Rita motivi di approfondimento costante e oggetto d’indagine approfondita e seria nella sua attività di docente e di studiosa di Humanae Litterae del Liceo Scientifico di Orte.

Per questi motivi siamo certi che la celebrazione di quell’Infinito da cui Maria Silvia oggi ci osserva e a cui tanto si è ispirata nelle sue poesie sia stata l’occasione migliore per affidare alla memoria degli insegnanti attuali e futuri il suo esemplare ruolo di docente, di studiosa e di scrittrice.”

Il ricordo della prof.ssa Maria Silvia Rita: tante generazioni di studenti hanno amato con lei la letteratura italiana e latina e la  storia.

Studenti, ex alunni, i colleghi docenti, con don Mauro Pace, avevano rivolto l’ 11 febbraio scorso nella Cattedrale di Orte il saluto alla prof.ssa  Maria Silvia Rita, per decenni docente di Letteratura Italiana e Latina presso il “Liceo Scientifico don Delfo Gioacchini” di Orte, ma soprattutto grande divulgatrice presso i ragazzi di Valori  legati alla Storia e alla Letteratura, materie e Valori al centro della sua esistenza di donna e di studiosa.

Nelle parole della dirigente scolastica Fiorella Crocoli, emerge come ”il mondo della Scuola e della Cultura di Orte perde una Valente insegnante, punto di riferimento per tutti noi, colleghi, studenti famiglie.”

Sempre pronta a rinnovarsi per essere adeguata alle sfide formative dei ragazzi,  della scuola e della società, con la sua solida preparazione e il suo spessore culturale. E stata una figura storica del Liceo Scientifico di Orte, insieme a Don Delfo Giacchini.

Tutti i suoi alunni e colleghi hanno potuto apprezzare le doti umane e culturali della Prof.ssa Rita, il suo continuo incoraggiamento ai ragazzi e alla comunità ad approfondire le radici storico letterarie per migliorare il presente ed il futuro della collettività e dei giovani, futuri cittadini.

Ha fatto amare a generazioni di ragazzi le scienze umane, attraverso l’apprendimento dei metodi, del sacrificio e dell’approfondimento per raggiungere i migliori risultati nella vita personale e professionale.

La scomparsa della prof.ssa Maria Silvia Rita ha colpito gli studenti che hanno amato con lei la letteratura italiana e latina e la storia.

La ricordiamo con la poesia Risvegli nellequinozio autunnale.

L’espressione poetica squarcia le nebbie dei deserti urbani e interiori. Un inno alle stagioni della vita con la capacità di rigenerarsi e di sognare: un testamento letterario e umano di rara profondità.

Nell’età giovanile, riflette Maria Silvia Rita, “finché le arcane leggi della biologia concedono, a livello istintuale, la forza  e la volontà di rinascere, di rigenerarsi, l’incedere della stagione autunnale non è motivo di tristezza, di noia, non produce senso di torpore, di  estenuazione esistenziale, bensì accresce piacevolmente la capacità di sognare,  essendo avvertita come”grande gestazione”, come”palingenesi universale”.

Si susseguono le stagioni, si rinnovano le generazioni, ma le leggi  dell’amore, che si protende oltre la morte,   rimangono immutate. Più longeve delle precarie esistenze umane,  paiono essere le strutture marmoree dell’antico quartiere, a cui  l’autrice si rivolge nella parte conclusiva della lirica, equivocando volutamente sul significato dell’ “essere vivi” e del “sentirsi vivi”.

Ma è chiaro il messaggio: si è vivi finché si è animati dall’amore, finché si crede nell’amore, che va ad identificarsi, in fondo, con ogni possibile proiezione futura, con la potenza rigeneratrice dell’esistenza stessa. Si può concepire appieno il calore vivificante del sole primaverile, finché si ama, si crede nell’Amore, nelle sue molteplici manifestazioni, finché lo si ricerca con fiducia.

Per un docente ed un Educatore la riconoscenza e il ricordo dei suoi alunni rappresenta il migliore riconoscimento alla cura educativa e alla passione umana, donate ai ragazzi giorno dopo giorno!