Nel Lazio migliorano le cure e diminuiscono diseguaglianze

NewTuscia – ROMA – Nel Lazio migliorano le cure, diminuiscono le diseguaglianze di accesso sia a livello geografico che per quanto riguarda il livello di istruzione e diminuisce la mortalità evitabile (circa 800 decessi in meno per infarto). Sono alcuni dei dati presentati questa mattina dall’Assessore alla sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato accompagnato dal Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, Marina Davoli e dal Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria, Renato Botti contenuti in P.Re.Val.E2019 – Il programma regionale di Valutazione del Esiti degli interventi sanitari nel Lazio.

Il rapporto dimostra come negli anni vi sia stato un netto miglioramento degli esiti di cura nella Regione Lazio sia per quanto riguarda le operazioni tempestive per la frattura del femore sia per l’infarto e per gli interventi per il tumore alla mammella. Diminuiscono anche i parti cesarei – 7.300, ma sono ancora al di sopra della media nazionale. Al miglioramento della qualità delle cure è corrisposta inversamente la diminuzione del disavanzo del Sistema sanitario regionale ed il miglioramento dei conti. Da segnalare anche un netto miglioramento della speranza di vita per la popolazione regionale e l’assottigliarsi delle diseguaglianze nell’accesso alle cureOggi ad esempio nel Lazio per un infarto trattato entro i 90 minuti dal ricovero non esistono più differenze di trattamento in base al livello di istruzione.

  • A Viterbo nel 2018 oltre il 72% dell’attività è valutata di qualità buona o molto buona. Rispetto al 2017 risultano migliorati i nuovi interventi di resezione entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per tumore alla mammella e la mortalità a 30 giorni dopo Infarto miocardio acuto. Nella provincia si registra il più basso tasso di mortalità per infarto rispetto al resto della regione.

“E’ un Lazio in cui migliorano le cure, si riducono le diseguaglianze. Rimangono delle eterogeneità nei territori e nelle singole aziende che devono essere recuperate abbiamo sicuramente un miglioramento nel tasso di mortalità inferiore alla media nazionale soprattutto su alcune aree come il cardiovascolare”. Così l’assessore regionale del Lazio alla Sanità, Alessio D’Amato, nel presentare i dati di P.Re.Val.E, il programma regionale di valutazione esiti degli interventi sanitari nel Lazio.

“Abbiamo fatto un grande lavoro – ha spiegato ai cronisti – che ha portato alla riduzione del 30 per cento del tasso per chi ha l’infarto, un elemento di grande  soddisfazione. Bisogna proseguire ancora in un lavoro di omogeneizzazione e miglioramento, soprattutto nelle province: questo sarà il lavoro dei prossimi anni”.

Entrando nello specifico nel Lazio:

– FRATTURA FEMORE: 8.650 PAZIENTI IN PIU’ OPERATI TEMPESTIVAMENTE

Nel periodo tra il 2012 e il 2018 la proporzione di interventi per fratture del collo del femore in pazienti di età maggiore di 65 anni, eseguiti entro 2 giorni dall’accesso nella struttura di ricovero, è progressivamente aumentata, passando dal 31% al 58%, risultato in linea con il dato nazionale; tale variazione si traduce in circa 1.650 interventi in più rispetto al 2012, eseguiti tempestivamente ogni anno negli ultimi 4 anni, per un totale in tutto il periodo 2013-2018 stimato di 8.650 persone in più operate tempestivamente. Questo significa una migliore qualità della vita nelle persone anziane

– INFARTO: 800 DECESSI IN MENO NEGLI ULTIMI 5 ANNI, RIDOTTA MORTALITA’ 30%

Nel 2018 si osservano circa 10.000 ricoveri per infarto acuto del miocardio; la mortalità a 30 giorni dal ricovero è passata dal 10% nel 2012 al 7% nel 2018, in ulteriore lieve diminuzione rispetto al 2017 (8%) e inferiore alla media nazionale; si osservano circa 180 decessi per infarto in meno ogni anno negli ultimi 4 anni rispetto al 2012 per un totale di circa 800 decessi in meno in tutto il periodo 2013-2018.

La proporzione di angioplastica eseguita entro 90 minuti dal ricovero, intervento salvavita nel caso di infarto acuto STEMI, è aumentata a partire dal 2012, passando dal 30% al 56% del 2018, in ulteriore aumento rispetto al 2017 (51%); in termini assoluti nel solo 2018 sono state eseguite circa 750 rivascolarizzazioni tempestive in più rispetto al 2012, per un totale di circa 3.400 nell’intero periodo 2013-2018.

– CHIRURGIA: 6.600 PAZIENTI OPERATI CON DEGENZA INFERIORE A 3 GIORNI

La proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni è aumentata progressivamente, passando dal 57% del 2012 all’82% nel 2018, in lieve aumento rispetto al 2017 (81%) e superiore alla media italiana del 2016 (73% PNE ed. 2017); risultano, quindi, circa 1.650 persone con colecistectomia laparoscopica dimesse entro 3 giorni in più rispetto al 2012, per un totale di circa 6.600 nel periodo 2013-2018, quindi una progressiva riduzione importante dei giorni di degenza potenzialmente inappropriati dopo l’intervento. Ridurre la degenza significa ridurre anche il rischio di infezioni ospedaliere.

– PARTI CESAREI: 7.300 IN MENO

Il numero totale di parti nel Lazio è in diminuzione, in linea con il trend nazionale, con circa 11.500 parti in meno negli ultimi 6 anni e una riduzione di 1.450 parti nel 2018 (42.967) rispetto al 2017 (44.414).

Negli ultimi 3 anni, la proporzione di tagli cesarei primari risulta essere stabile intorno al 27%, ma si osserva una riduzione di circa 1.600 parti cesarei primari l’anno in meno rispetto al 2012, negli ultimi 4 anni, per un totale di circa 7.300 tagli cesarei in meno in tutto il periodo 2013-2018. Tale risultato è, però, ancora superiore al dato medio nazionale (25% nel 2016 – PNE ed. 2017).

– TUMORE ALLA MAMMELLA: IL 73% NELLE BREAST UNIT E INTERVENTI SUPERIORI A DATO NAZIONALE

Il Lazio è stata la prima regione, nel 2015, ad adottare le linee guida sulle Breast Unit prodotte dal Ministero della Salute. Uno dei requisiti della Breast Unit è il volume di interventi chirurgici, che deve essere superiore ai 150 l’anno. La proporzione di interventi chirurgici per tumore della mammella effettuata nei centri identificati come Breast Unit è passata dal 63% nel 2012 al 73% nel 2018; anche la proporzione di interventi effettuati in strutture con alto volume di attività (>150 interventi per un anno) è aumentata progressivamente dal 2012 (69%) e raggiunge l’84% nel 2018. La proporzione di intervento ricostruttivo della mammella simultaneo all’intervento di asportazione del tumore è passata dal 48% del 2015 al 56% del 2018, superiore alla media nazionale del 2016 (48% – PNE ed. 2017) e si è ridotta la proporzione di reinterventi a 120 giorni, che è passata dal 10% nel 2012 al 6% nel 2018, inferiore alla media nazionale del 2016 (8% – PNE ed. 2017).

OSPEDALE BELCOLLE

DATI 2018