Nuove prospettive nelle malattie respiratorie, ottavo convegno nazionale all’Università della Tuscia

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NewTuscia — VITERBO – Venerdì 24 e sabato 25 di maggio, presso l’auditorium dell’università della Tuscia, si svolgerà l’ottavo Convegno nazionale della Tuscia, nuove prospettive nelle malattie respiratorie. L’iniziativa è realizzata da Aipo, Associazione italiana pneumologi ospedalieri, con il patrocinio della Asl di Viterbo.

Il convegno, la cui partecipazione è gratuita, è stato pensato per rispondere all’esigenza di affrontare i temi caldi della pneumologia, in una fase di mutamento dello scenario della sanità. In particolare, l’ottava edizione della manifestazione si pone l’obiettivo di esporre i principali aspetti gestionali, clinici e diagnostici nelle malattie respiratorie e di fornire le basi culturali e le nozioni pratiche indispensabili.

Responsabile del convegno è Patrizia Scavalli, direttore dell’unità operativa di Pneumologia, servizio fisiopatologia respiratoria e allergologia della Asl viterbese.

Attraverso il modello del Pdta, il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale – spiega Patrizia Scavalli – ci si sta orientando verso una integrazione di tutte le figure professionali che vanno a comporre l’equipe multidisciplinare necessaria alla gestione del paziente affetto da malattie croniche. Infermieri, fisioterapisti, tecnici di neurofisiopatologia, insieme ai medici, sono diventati oggi gli attori principali nella gestione di tali malattie. Si sono sperimentati infatti nuovi modelli organizzativi di approccio alla malattia per prevenire le complicanze e ridurle, migliorare l’integrazione multiprofessionale, per creare percorsi dedicati alle persone con cronicità e ridurre le ingenti spese derivanti dalle cure di queste patologie”.

Uno di questi modelli è quello dell’ambulatorio delle cronicità. Gli ambulatori della cronicità, presenti anche in Italia, sono il sistema di integrazione tra i medici di medicina generale, gli specialisti ambulatoriali e gli infermieri degli ambulatori infermieristici distrettuali, che mira a prendere in carico in maniera congiunta la persona con patologie croniche, applicando i Pdta e, attraverso visite e monitoraggi condivisi, punta all’empowerment del paziente e alla prevenzione e riduzione delle complicanze.

È necessaria – conclude Scavalli – l’integrazione della figura infermieristica con lo pneumologo nel contesto dell’ambulatorio delle cronicità, sia nella funzione collaborativa, per il monitoraggio dei parametri clinici, che in quella autonoma. La medicina di iniziativa si realizza infatti attraverso l’assistenza programmata secondo il processo di nursing: dall’anamnesi infermieristica all’elaborazione delle diagnosi infermieristiche. Il nostro auspicio è quello di arrivare all’affermazione della figura dell’infermiere, del fisioterapista e del tecnico di neurofisiopatologia quale specialista ad indirizzo pneumologico”.