Lugnano in Teverina, Loredana De Pace presenta suo libro su arte fotografia per chiusura Maggio dei Libri

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NewTuscia – LUGNANO IN TEVERINA – L’arte della fotografia è il tema del libro la cui presentazione chiuderà quest’anno a Lugnano in Teverina il Maggio dei Libri. L’appuntamento è per sabato prossimo alle 18 allo spazio Verdecoprente delle ex scuole medie di Lugnano con la giornalista e scrittrice Loredana De Pace che presenterà il suo libro “Tutto per una ragione – Dieci riflessioni sulla fotografia”

E’ un libro vivo e necessario per l’autrice, che invita il pubblico a muoversi tra le sue pagine ricche di considerazioni, domande e forse anche qualche risposta, pagine nate anche attraverso il confronto con autorevoli professionisti (sociologi, psicologi, filosofi, direttori di festival e di musei, esperti di fotografia), che, a vario titolo, hanno partecipato alla riflessione.

Nel libro l’autrice raccoglie ragionamenti sui temi che la fotografia sfiora, tocca, attraversa, raccontando in ciascuno dei dieci capitoli attraverso immagini, considerazioni, interrogativi, con approfondimenti che rispondono, pagina dopo pagina, alla prima domanda che viene spontanea: qual’ e questa ragione?

Loredana De Pace racconta le sue ragioni, quelle che l’hanno portata a scrivere il libro. E la prima risposta e strettamente connessa alla meravigliosa duttilita dell’immagine fotografica, ma anche alla possibilita di sviluppare una personale visione e coltivare senso critico, partendo ciascuno dalla propria ragione. Per l’incontro di spazio Verdecoprente la presentazione del libro si apre alla narrazione, alle letture e alla performance a cui daranno vita l’autrice, Loredana De Pace, accompagnata dal teatro di Roberto Giannini e Rossella Viti, direttori artistici di Verdecoprente, nell’intesa nata da una collaborazione che si rinnova negli anni.

Lo spettatore è invitato ad abitare ‘Tutto per una ragione – Dieci riflessioni sulla fotografia’ con tutti i sensi, incontrando la ‘fotografia, tutti i giorni’, quella dei diari personali, scrittura individuale e intima, scoprendo la bellezza in una fotografia silenziosa, quasi invisibile, che apre alle emozioni di un portfolio ‘del silenzio’ che Loredana De Pace legge in forma pubblica.

Dal silenzio al clamore di una rappresentazione di sé nel ‘tempo dei selfie’ a quella memoria fotografica collettiva che, conservata negli archivi grazie al prezioso lavoro di chi se ne prende cura, ci restituisce non una, ma tante storie che insieme ricompongono in un’unica fotografia la storia dell’umanità e, nel nostro caso, un libro.

“Credo fortemente che occuparsi di arte e di fotografia, nello specifico, sia un lavoro, ma anche una passione che spazi a tutto tondo e che non possa mai prescindere dal proprio cammino di vita. Tutto è in continua evoluzione. Il senso che oggi attribuiamo alla nostra idea di bellezza, ma anche ai nostri valori è all’interno di un flusso ininterrotto legato alla nostra sfera personale, ma anche a un’idea di globalità sempre più difficile da catalogare. Urge una bussola per orientarsi; credo sia stato questo il punto di partenza che ha spinto Loredana De Pace a decidere di scrivere un libro come questo, così pieno di interessanti riflessioni fotografiche” (F. Cerami).

Loredana De Pace è giornalista pubblicista, curatrice indipendente e anche fotografa. Scrive da quattordici anni per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia. Cura l’archivio dell’autrice Gina “Alessandra” Sangermano; partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali e letture portfolio, percorsi di foto editing. Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia e partecipa alla realizzazione di progetti editoriali. E curatrice presso la galleria romana Acta International.

Come fotografa, ha esposto il reportage El pueblo de Salinas, Ecuador: il piccolo gigante (2011) che e anche un libro edito per i tipi di Petruzzi con introduzione di Luis Sepulveda. Sono un cielo nuvoloso (2014, Galleria Interzone-Roma) e l’ultima mostra personale in ordine di tempo. Sue opere sono presenti nella Galleria Gallerati, Roma.

Ha collaborato con Verdecoprente come curatrice di progetti di narrazione e ricerca fotografica Territori latenti 2015, come performer in ‘Vi presento Gina’ 2015 e ‘Non chiamatemi Gina‘, con la regia di Rossella Viti.