“Tra bellezza e tradizione” continua il viaggio creativo di Roberto Pecci

NewTuscia – VITERBO – “Io mi piaccio così”. Cercare la bellezza nascosta in noi. Perché la gioventù passa e non si ferma. E noi abbiamo tanta, troppa paura che la nostra “luce”, il nostro palpito di umano splendore, pur unico, irripetibile, debba tramontare con la giovinezza. Mentre la bellezza autentica è proprio quella più genuina-consapevole – e quindi orgogliosa – del tempo che passa. Insomma: il meglio deve ancora arrivare. Parola dell’hair stylist e consulente d’immagine Roberto Pecci. S’intitola “Tra bellezza e tradizione, il mio viaggio continua” la nuova performance poli-artistica del maestro viterbese. Tra un’inattesa – quanto tenace e convinta – celebrazione del capello brizzolato (poetica che Pecci persegue coraggiosamente-rigorosamente da almeno 20 anni a questa parte) e un delicatissimo amarcord – ennesima-sfegatata dichiarazione d’amore alla viterbesità, alle sue secolari tradizioni – con il lancio del nostalgico “Maritozzo del Facchino” (vero e proprio popolare dono votivo in onore di Rosina, la santa giovinetta). Un suggestivo alternarsi di ritratti d’atelier (foto e luci di scena, Francesco Biganzoli), video-clip, musica e danza live (per l’occasione le percussioni di Pecci saranno impreziosite dalla voce di Laura Antonini, dalle corde di Antonio Tonietti e dalle figure coreutiche di Virginia Fassio). L’appuntamento è per giovedì 16 maggio ore 18.30 nella ex-chiesa della Pace (piazza Concetti, Viterbo). L’iniziativa, ancora una volta targata Banda del racconto, si onora – non a caso – del patrocinio del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. Porgerà gl’indirizzi di saluto il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini. L’iniziativa è dedicata al compianto Mario Bigonzetti, maestro di danza cui, nel corso degli anni ’90, Roberto Pecci affidò la regia di alcune delle sue più importanti performance.

Il “Maritozzo del Facchino” è un prodotto d’autore firmato dal maestro fornaio Angioletto e una proposta di Gianpiero e Luciano Selvaggini della storica ditta viterbese Artigian Pan. Il maritozzo sarà accompagnato dal delizioso formaggio “ubriaco” realizzato da Tonino Pira di “Agriristoro Fratelli Pira” di Ischia di Castro. Per i vini si ringrazia l’azienda vinicola Podere Grecchi (Vitorchiano). In scena, a fianco del signor Orfeo, campanaro e storico custode della rosiniana chiesa della Crocetta, si affacceranno le straordinarie, sornione e disincantate “ragazze âgé” di Roberto: Antonella, Tiziana, Raffaella, Manuela, Pina e Lidia. Menzione al merito per l’Ape-calessino di Elena Cacciatore. Per il montaggio delle video-clip, un sentito grazie va ad Andrea Silvestri di Video Production (Viterbo) e alla storica Ottica Burla (Viterbo).