“Viterbo rialza la testa”: in duemila per un abbraccio a Norveo Fedeli (Fotoservizio)

Gaetano Alaimo

“Viterbo rialza la testa”. Corteo silenzioso di circa 2000 persone per dire un no secco alla violenza che, in queste ultime settimane, sta sconvolgendo la città di Viterbo. Dopo l’omicidio di Norveo Fedeli, lo storico commerciante d’abbigliamento ucciso in modo brutale, come sembra dalle indagini, da un cittadino americano di origini coreane nel suo negozio di via San Luca sabato scorso per un debito di 600 euro, e lo stupro della 36enne da parte di due militanti di Casapound, cittadini e autorità hanno voluto rendere pubblico il loro sdegno ed unirsi per fare letteralmente rialzare la testa a Viterbo.

Tante le persone che hanno sfidato il freddo insolito per maggio. Il corteo è partito alle 21.30 da piazza del Plebiscito con in testa il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, insieme a lui, sotto braccio, la consigliera Chiara Frontini. Dietro tutti gli assessori ed il consiglio comunale di Viterbo. Quindi tutte le massime autorità locali: dal prefetto Giovanni Bruno ai parlamentari Mauro Rotelli e Francesco Battistoni, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, molti sindaci della Tuscia con in prima fila il vicesindaco di Montefiascone Orietta Celeste.

Il corteo silenzioso ha sfilato in corso Italia fino a via San Luca davanti al negozio di Norveo Fedeli: qui è stato il momento più toccante con decine di mazzi di fiori lasciati da tanti cittadini. Il sindaco Giovanni Arena ha abbracciato la famiglia di Norveo Fedeli e tutti si sono uniti in preghiera per ricordare il sacrificio di quello che tutti stanno considerando un vero e proprio caduto sul lavoro.

Dopo avere ricordato il sacrificio di Fedeli tutti si sono poi diretti verso la basilica di Santa Rosa: qui sono state accese all’esterno tante fiammelle per illuminare idealmente il buio che ha colpito Viterbo in queste settimane. Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli ha usato parole di conforto per la famiglia di Norveo Fedeli, colpita da questa tremenda tragedia e ha esaltato la speranza di una rinascita davanti il cuore di Santa Rosa. “Una partecipazione numerosa ma silenziosa – ha detto il vescovo di Viterbo – che ha voluto testimoniare, davanti al cuore di Santa Rosa, che la violenza di ogni tipo non appartiene al sentire dei viterbesi. Siamo una comunità forte ed il rispetto della persona è il nostro collante”.

 

 

 

 

 

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