Viterbo alza la testa: uniti per essere Comunità

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – “Viterbo alza la testa: uniti per essere Comunità”. Stasera la Città intera –  per la seconda volta in tre giorni –  scende nelle strade e nelle piazze, come a santa Rosa “accomunata da uno stesso sentimento”, come per sottolineare la straordinarietà del momento e come reazione civile, corale, composta, ma decisa, della Viterbo migliore, che vuole lavorare, studiare e vivere il tempo libero nella sicurezza .

La parte migliore di Viterbo questa mattina nel raccoglimento della Basilica di san Francesco si è stretta accanto a Norveo Fedeli, ai suoi familiari e conoscenti ancora increduli dell’accaduto.

Stasera i cittadini sono nuovamente chiamati a partecipare al Corteo “Viterbo alza la testa: uniti per essere Comunità”. La comunità cittadina scenderà nuovamente nelle strade e nelle piazze, come nelle Festività di santa Rosa, con tantissimi cittadini, coi i suoi giovani migliori, con le istituzioni, le organizzazioni sindacali, professionali e di categoria.

I fatti esecrabili di questi giorni  hanno violato la fiducia  e l’accoglienza della Comunità di chi ha subito di persona  l’inaudita  violenza.

Le persone offese dagli efferati delitti sono una donna ed un anziano commerciante, che hanno visto drammaticamente violare la fiducia  accordata a dei giovani che si sono rivelati come violenti aguzzini: la donna fidandosi di due giovani che si sono poi manifestati nella violenza animalesca dello stupro,  l’esperto esercente, colpevole di aver confidato nel giusto pagamento della merce venduta ad un giovane straniero sconosciuto, manifestatosi come folle aggressore.

Questi fatti di eccezionale violenza, succedutisi nell’arco di pochissimi giorni, hanno sconvolto la vita della Città, lasciando dubbi e insicurezze da cui ripartire e ricostruire un tessuto sociale su rinnovate solide basi di Valori.

Nell’Omelia pronunciata questa mattina in san Francesco nella celebrazione delle esequie di Norveo Fedeli il Vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, ha  affermato con estrema chiarezza:

  1. Dobbiamo capire che l’altro e la sua vita hanno un valore fondamentale”;
  2. “Basta con la violenza. Dobbiamo costruire insieme una città migliore. L’omicidio di venerdì scorso è una ferita profonda per Viterbo”.

Questa sera con il Corteo “Viterbo alza la testa: uniti per essere Comunità” la Cittadinanza darà un segno tangibile della volontà di opporsi alla violenza e recuperare una “serenità urbana”, che dovrà scaturire dalla leale intensificata collaborazione tra cittadini, singoli e associati, società civile e Forze dell’Ordine.

La sicurezza urbana ha come presupposti anche la lotta al degrado manutentivo degli spazi pubblici, come una rete di controllo dell’ordine pubblico assiduo e discreto. Non misure eccezionali e invasive della normalità di vita delle persone, ma un potenziamento della vigilanza delle Forze di Polizia nel Centro storico come nelle periferie della Città.

Occorre in particolare affermare una cultura di rispetto da parte degli stranieri che vivono in città e la popolazione  residente, potenziare il controllo per combattere  le varie illegalità ,  condividendo una volontà reciproca di civile convivenza, di dialogo, ma, nel contempo,  di fermo rispetto delle regole di civiltà,  dei doveri civici, su cui si regge la convivenza democratica.

Il Corteo “Viterbo alza la testa: uniti per essere Comunità” ci auguriamo costituisca un nuovo inizio, un  momento alto di partecipazione  collettiva per ripartire sulla strada di una rinnovata convivenza civile per la Città di Viterbo, degna della sua nobile storia millenaria.