Violenza a Viterbo, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in una lettera aperta

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

“Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo,

preso atto della ingiuriosa, minatoria e diffamatoria reazione di parte di alcuni nei confronti dei Difensori degli indagati per i recenti fatti di cronaca giudiziaria, e rilevato che, ormai troppo spesso, l’Avvocato viene identificato con il proprio Assistito, intende esprimere la solidarietà dell’intero Ordine ai Professionisti impegnati nella gestione di un delicato procedimento giudiziario ma anche chiarire, al di là del caso specifico, quanto segue:

L’avvocato esercita le proprie funzioni non solo nell’interesse delle parti assistite, ma anche dei terzi e della collettività, a garanzia del corretto esercizio della giurisdizione e dei principi dello Stato di diritto (Consiglio Nazionale Forense, sent. 164-2014 e 56-2017).

Dette funzioni vengono espletate -in ossequio a quanto disposto dall’Art. 24 della Costituzione- non per difendere un reato, realmente o presuntivamente commesso, ma per difendere un principio indefettibile in ogni ordinamento democratico: che la legge venga applicata correttamente all’interno di un giusto processo, e ciò anche nei confronti di chi è accusato di atti gravi.

Questo è il senso e lo scopo della nostra professione: “…la tutela dell’assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”.

Questo è il contenuto dell’impegno (art. 8 della L. 247/2012) che ogni avvocato assume al momento dell’inizio della propria attività professionale, un impegno che guida i nostri passi per tutta la vita e ci impone di non discriminare nessuno e per nessuna ragione.

Assistiamo, ogni giorno, presunti colpevoli ed anche presunte vittime, ma il ruolo che rivestiamo è il medesimo: di tutori dei diritti degli uni e degli altri.

Il giudizio morale sui nostri Assistiti compete alle loro coscienze e nulla c’entra con la difesa tecnica. Siamo chiamati a rispondere all’esigenza -indefettibile in uno Stato di diritto- che chiunque venga coinvolto in un procedimento penale sia, con riferimento al fatto commesso o presuntivamente commesso, valutato con terzietà e con tutte le garanzie di difesa necessarie ad un giusto processo”.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo

Il Presidente COA di Viterbo
Avv. Marco Prosperoni