Sarà modificato il progetto Playground CONI sulle Terme di Tito

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NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

La Direzione generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero per i Beni e Attività Culturali ha comunicato (note prot. n. 11805 del 19 aprile 2019 e n. 11953 del 24 aprile 2019) le linee di indirizzo per il rilascio del vincolante parere paesaggistico sul progetto di riqualificazione di impianti sportivi (calcio, basket, rollerblade) denominato Playground C.O.N.I., nel parco archeologico-ambientale di Colle Oppio, splendida area verde ricca di testimonianze archeologiche a ridosso del Colosseo, tutelata con vincolo storico-culturale e vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Le “soluzioni progettuali” dovranno essere “reversibili” e, “nelle more di una auspicabile, complessiva e coerente con i suoi valori archeologici e paesaggistici che gli sono propri“, dovranno prevedere il ripristino della funzione ludico-ricreativa dell’area, “compromesso negli ultimi anni dal graduale abbandono e conseguente degrado“. Gli interventi previsti dovranno avere “decoro degli elementi inseriti dal progetto, con particolare riferimento alla definizione dell’altezza e della qualità della rete di protezione dei campi da calcio … affinchè essa oltre che risultare trasparente, non superi in altezza il margine della recinzione storica già esistente, prospiciente  su Viale del Monte Oppio“.

Il Parco archeologico del Colosseo dovrà adeguarsi a tali linee di indirizzo per il rilascio del vincolante parere paesaggistico.

In precedenza, aveva comunicato (note prot. n. 1234 del 22 marzo 2019 e n. 1340 del 28 marzo 2019) che “i lavori di scavo assistiti da archeologo professionista incaricato dalla Stazione Appaltante nell’area interessata dal progetto di riqualificazione del già esistente impianto sportivo c.d. della Polveriera nel Parco di Colle Oppio, sono stati regolarmente autorizzati dallo Scrivente Ufficio, con nota prot. 2262 del 15 dicembre 2017, unicamente ai fini della preliminare verifica della consistenza archeologica nel sottosuolo dell’area medesima, ivi precisando peraltro che ‘in caso di ritrovamenti archeologici soggetti alla normativa vigente (D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii., art. 90) potrà determinarsi la necessità di modificare il progetto in programma’.

Quindi, la Direzione del Parco archeologico del Colosseo rendeva noto di aver rilasciato solo il parere preventivo condizionato ai fini della tutela archeologica prot. n. 2262 del 15 dicembre 2017, ma di non aver mai rilasciato il necessario parere vincolante ai fini della tutela paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), avendo anche richiesto invano la relativa documentazione progettuale esecutiva con note prot. n. 7016 del 17 dicembre 2018 e n. 692 del 12 febbraio 2019.

Inoltre, “Le operazioni di scavo in argomento sono state eseguite tra il 4 e il 12 febbraio 2019 e hanno portato al rinvenimento, in un solo, limitato tratto corrispondente alla realizzanda recinzione dei già esistenti campi di calcio, di una struttura muraria di età romana, verosimilmente riferibile al complesso delle Terme di Tito, struttura che è stata opportunamente documentata, rilevata e subito reinterrata al fine di non alterarne le condizioni termo-igrometriche di giacitura. L’intervento di indagine archeologica è quindi da considerarsi concluso.

A seguito di detto rinvenimento e a conclusione di questa fase di indagini, la Stazione Appaltante ha provveduto all’invio allo Scrivente Ufficio, in data 14 marzo 2019 (ns. prot. 1252 del 25.03.2019), della relazione di scavo redatta dall’archeologo professionista incaricato di assistere ai lavori, unitamente alla già prevista modifica del progetto di recinzione di cui sopra, così da assicurare la piena tutela e salvaguardia del bene.

In data 18/03/2019 n. prot. 1164 questo Ufficio ha acquisito la richiesta di autorizzazione paesaggistica inoltrata dal Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma, ed il parere è attualmente in fase di istruttoria.

Alla luce di quanto illustrato, si evince che gli interventi eseguiti devono considerarsi solo come indagini finalizzate alla fattibilità del progetto sotto l’aspetto della tutela archeologica e che per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica questo Parco si esprimerà per quanto di competenza anche tenendo conto delle integrazioni progettuali migliorative sotto l’aspetto dell’impatto ambientale, inoltrate dalla Stazione Appaltante in data 22/03/2019 prot. 137 (ns. prot. 1252 del 25/03/2019).”

Ora il progetto dovrà esser modificato, tuttavia, questo accade in un sito dove qualsiasi persona di buon senso mai avrebbe pensato di realizzare un complesso di impianti sportivi.

Siamo, infatti, nel bel mezzo del parco archeologico-ambientale di Colle Oppio, grande comprensorio esteso a nord-est del simbolo di Roma nel mondo, parte integrante del parco archeologico del Colosseo, dove si conservano i resti monumentali delle Terme di Traiano, delle Sette Sale (serbatoio di alimentazione delle stesse terme), della Domus Aurea neroniana e delle Terme di Tito, che si estendevano in corrispondenza dell’area oggi denominata “La Polveriera” (vi sorgeva un impianto per la produzione e il deposito della polvere da sparo, poi demolito negli anni ’30 del secolo scorso per la realizzazione del parco).

Logica e buon senso vorrebbero l’immediato blocco definitivo dei lavori e la revoca delle autorizzazioni (parere positivo condizionato Sovrintendenza Capitolina prot. n. 8424 del 3 aprile 2018; parere positivo condizionato ai fini archeologici Parco archeologico del Colosseo prot. n. 2262 del 15 dicembre 2017) per gli impianti sportivi, nonché il completamento e la valorizzazione degli scavi archeologici.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo le preoccupazioni di tanti cittadini e appassionati di archeologia, ha chiesto (25 febbraio 201926 marzo 2019) al Ministro per i Beni e Attività Culturali, al Direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero, al Direttore del Parco archeologico del Colosseo di fermare senza indugio i lavori in corso per conto del Municipio I “Centro Storico” di Roma Capitale relativi al progetto di riqualificazione di impianti sportivi (calcio, basket, rollerblade) e di procedere, quantomeno, a una profonda rivisitazione del progetto.

Gli impianti sportivi possono essere realizzati altrove, non in un parco archeologico-ambientale di eccezionale valore come quello di Colle Oppio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi