La preparazione del Venerdì di passione vissuto dai Confratelli con la spiritualità secolare e l’attenzione ai bisognosi

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – In attesa dei riti e dei gesti secolari della Processione del Cristo Morto di domani Venerdì santo, le Confraternite sollecitate dal rettore, Roberto Rondelli e dall’assistente spirituale e parroco don Maurizio Medici, vengono coinvolte nella dimensione associativa favorendone l’aggregazione, e quindi la formazione di una vera e propria comunità, all’interno della più ampia comunità parrocchiale, nella partecipazione alla liturgia; nella responsabilità della gestione; nelle attività pratiche di partecipazione comunitaria alle più importanti cerimonie della parrocchia, con le centinaia di iscritti.

La Settimana Santa è vissuta con particolare partecipazione dei Confratelli e delle Consorelle, che vengono coinvolti in vari momenti di formazione spirituale, particolarmente profondi, come la preghiera sofferta e il successivo arresto come un malfattore di Gesù, per avvicinare i confratelli alla dimensione più spirituale oltre la semplice adesione e la cura della cerimonia pubblica della  processione del Cristo Morto.

La processione di più antica tradizione del Centro Italia, animata da otto secoli dalle Confraternite di Orte è intimamente legata alle vicende che in otto secoli hanno caratterizzato la storia della Città, sia sotto il profilo spirituale che della vita civile.

Le Confraternite hanno mantenuto, attraverso i secoli ed i vari periodi storici,   l’aggregazione di uomini e donne che “ ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”…tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

La spiritualità della Confraternita mantiene vivi i confratelli e testimonia, attraverso l’impegno concreto, alcuni valori irrinunciabili, come il fine trascendente della vita umana ed il cammino comunitario verso questo fine, la permanenza del vincolo comunitario, nell’aspetto caritatevole verso chi è solo ed emarginato, tra vivi e defunti testimoniato dalla cura e il senso del sacro che si esprime col decoro nelle azioni di culto e col canto, la devozione mariana, la liturgia e il culto comunitario come ringraziamento e  contemplazione.

A partire dal 2009 si è instaurata la tradizione di dedicare la terza domenica di novembre ad una significativa Giornata di fraternità per ricordare gli 850 anni della Confraternita di Santa Croce, accertata come la più antica d’Italia. Il primo documento che attesta l’esistenza della Confraternita di Santa Croce è una bolla di papa Adriano IV risalente al 17 febbraio 1159, che conferma la pertinenza dell’ospedale di San Leonardo alla cattedrale di Orte. La stessa struttura ospedaliera fu fondata dalla confraternita ortana.

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