La verità sul caso Harry Quebert: dal romanzo alla serie TV

Federica Marchetti

NewTuscia – In contemporanea alla messa in onda della miniserie televisiva tratta dal romanzo di Joël Dicker, abbiamo riletto La verità sul caso Harry Quebert,“il giallo che crea dipendenza”.

Uscito nel 2012 (in Italia nel 2013) La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker è diventato subito un caso editoriale. In poco tempo è il bestseller dell’anno e il suo autore (al secondo romanzo) incarna il fenomeno della sua generazione. In quasi 800 pagine il giovane ginevrino racconta una storia avvincente, ben scritta e di grande impatto.

Nel 2008 il giovane scrittore Marcus Goldman è in crisi creativa e decide di raggiungere il suo amico e docente universitario Harry Quebert, uno dei più grandi autori americani viventi ch e vive e lavora ad Aurora, nel Maine. Mentre i due ricostruiscono l’amicizia di un tempo, i resti del corpo della quindicenne Nola, scomparsa trentatré anni prima, vengono ritrovati nel giardino di Harry che però si proclama innocente. Marcus decide di aiutarlo a scagionarsi e intraprende una vera e propria crociata intrecciando le vicende del passato con la vera storia del capolavoro dell’amico, Le origini del male, scritto per narrare la grande storia d’amore proibita tra Harry e Nola. Incalzato dal suo editore, Marcus inizia a scrivere il romanzo sulla verità della faccenda e scopre i segreti della piccola comunità di Aurora. Il divario tra Marcus e Harry, che è devastato dalla scoperta della morte della ragazza, aumenta man mano che il giovane allievo si avvicina alla fine e soprattutto a superare il maestro.

In 31 capitoli e quasi 800 pagine Joël Dicker tiene il lettore incatenato alla sua storia fino alla rivelazione finale e alla conclusione dell’intera vicenda. Come prevede la tradizione del giallo classico l’indagine è serrata, nessuno è risparmiato dai sospetti, ogni passo avanti ne fa fare due indietro e la soluzione appare sempre più inafferrabile. Il lungo romanzo è un compendio di tradizione letteraria ma soprattutto è lo specchio dell’umanità e all’interno delle sue pagine restituisce sentimenti, riflessioni e poesia.

Come tutti i best seller La verità sul caso Harry Quebert ha diviso in due la critica e il pubblico ma è rimasto in classifica come uno dei libri più venduti del 2013 (vincendo nel 2012 i premi Goncourt des lycéens e Grand Prix du romanz de l’Académie française). Infatti accanto ai lettori appassionati e ormai alla ricerca di ogni romanzo dell’autore, c’è chi lo ha definito didascalico, ridondante, maschilista, e che le donne di Dicker sono dei modelli superati, stereotipati e da dimenticare.

Nel 2018 viene prodotta la miniserie (di 10 episodi in onda per cinque serate) tratta dal romanzo di Dicker diretta da Jean Jacques Annaud (il regista de Il nome della rosa). Nei panni di Harry Quebert c’è l’attore americano Patrick Dempsey (noto per la sua partecipazione a Grey’s Anatomy) che figura anche tra i produttori esecutivi. L’attrazione tra Nola e Harry ricorda Lolita di Nabokov, l’amicizia tra i due scrittori è una citazione a La macchia umana di Philip Roth, la torbida vicenda di delitti e segreti di provincia non può che far pensare ai Segreti di Twin Peaks, la vicenda di Dicker viene trasferita magistralmente sul piccolo schermo, nonostante alcuni adattamenti dalla pagina scritta con modifiche e spostamenti.

Chi ha letto e amato il romanzo La verità sul caso Harry Quebert non rimarrà deluso dalla serie televisiva che volge al termine (su Sky Atlantic fino al 18 aprile).

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