“La prospettiva dell’assassino”: presentato a Viterbo il libro di Fabio Marricchi

E. C.

 

NewTuscia – VITERBO – Si è svolta sabato 13 aprile, presso il Mondadori Store di Viterbo, la presentazione del libro “La prospettiva dell’assassino” (Il Seme Bianco Edizioni), di Fabio Marricchi.

L’autore, classe 57, laureato in Lettere e Scienze della Comunicazione, è un giornalista presso diverse testate; due suoi racconti sono arrivati in finale nei concorsi letterari Carta Carbone (Treviso 2015) e Premio Zeno (Salerno 2017).

“La prospettiva dell’assassino” è una raccolta di racconti, tanto brevi quanto incisivi: Benedetta Lomoni, che conduce la presentazione/intervista all’autore, va dritta al punto: “Si tratta di racconti brevi, ma non illudevi che siano storielle di poco conto, da leggere assonati, prima di andare a dormire: si  rischierebbe infatti di perdersi tanti particolari, tante trame secondarie che emergono al di sotto della superficie della storia principale”.

C’è qualcosa di personale in questi racconti, qualcosa di autobiografico? “Certo”, conferma Fabio, “tutti i racconti si originano da un’idea, da un vissuto, da un’esperienza mia o raccontata da altri. Ma poi le storie ed i personaggi prendono vita. Io do loro un input, e aspetto che siano essi stessi a raccontarmi come andrà a finire”.

Si crea un forte legame tra il lettore ed il personaggio descritto.  Lo riscontriamo ad esempio nel racconto “L’incantatrice di gabbiani”, unico narrato dal punto di vista di una donna che come tante altre, si perde dietro l’uomo sbagliato, o “Macinacaffè elettrico”, che si concentra sulle vicende di una famiglia che potrebbe essere quella di chiunque di noi. In “Troppa Vita” seguiamo le vicende di Ivan, il suo continuo spostarsi di città in città, di donna in donna. Poi, ogni tanto, il tempo sembra rallentare, ed Ivan si ritrova costantemente a guardare il mare: “sempre quel mare che sembrava lo osservasse”.

E “La prospettiva dell’assassino”? Be’, quella è una storia diversa. Innanzitutto, è la più lunga. È l’ultimo racconto, e dà il nome alla raccolta. Una narrazione atipica, che divide la prospettiva del lettore in due, oscillando continuamente da un mondo all’altro. È una storia dentro la storia: il protagonista – lettore, così come chi legge, si immedesima nel personaggio, in maniera perfino inquietante. Una sorta di inception letterario che non potremmo fare a meno di leggere tutto d’un fiato: “Apre il libro. Vuole arrivare alla fine, sapere chi è l’assassino di Antonella”.

La ricchezza della narrazione di Marricchi consiste in questo: l’autore concede spazio ai dettagli, senza tuttavia perdersi in giri di parole inutili, aggettivi ingombranti. In ogni storia emerge un pensiero del protagonista o un’emozione particolare, che tinge il racconto di un realismo disarmante. In poche pagine, si condensano intere esistenze.

“Non mi piace parlare di eroi”, afferma Fabio. Infatti, i personaggi tratteggiati da questa raccolta, non sono individui con doti particolari: non c’è spettacolarizzazione, nessun sacrificio estremo, nessun effetto speciale. Si tratta di persone che potrebbero esistere nel nostro mondo. Si parla d’amore, gelosia, di attimi di felicità e di dolore. Emozioni di tutti i giorni, che tuttavia non vanno sminuite, ma vissute con intensità: nessun paladino della giustizia, nelle storie di Fabio Marricchi, ma persone autentiche, nelle quali ognuno di noi può rivedersi.

Ed è per questo che una volta letta l’ultima riga dell’ultimo racconto, il lettore non può fare a meno di chiederselo: in fondo, non siamo noi stessi i protagonisti, gli eroi – o antieroi -della nostra personale storia?

http://www.ilsemebianco.it/collana/gelsomino/la-prospettiva-dellassassino/

 

2 pensieri riguardo ““La prospettiva dell’assassino”: presentato a Viterbo il libro di Fabio Marricchi

  • 13 Giugno 2019 in 3:40
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