“La léngua vitorbese”. II edizione del concorso a premi per la miglior poesia in dialetto locale

NewTuscia – VITERBO – “La léngua vitorbese” concorso per la miglior poesia in dialetto locale (bando per le scuole primarie e bando senza limiti d’età). La giuria ha chiuso i lavori decidendo all’unanimità vincitori e segnalati (menzioni speciali e menzioni ordinarie) per l’edizione 2019. La proclamazione ufficiale e la consegna dei premi si terrà nella mattinata di lunedì 15 aprile a palazzo Brugiotti, sede della Fondazione Carivit, ente finanziatore del premio. Cerimoniere d’eccezione il presidente della Fondazione stessa, dottor Marco Lazzari. Per l’occasione verrà presentato e donato alle scolaresche presenti e a tutti i partecipanti il libro che raccoglie i testi premiati e quelli segnalati (Davide Ghaleb Editore).

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Viterbo. Appuntamento lunedì 15 aprile alle 10.30 a palazzo Brugiotti in via Cavour. Atto finale per “La léngua vitorbese”, seconda edizione del concorso per la miglior poesia in dialetto locale, bando per le scuole primarie e bando senza limiti d’età, intitolato quest’anno all’indimenticato poeta “piascaranese” Edilio Mecarini. Proclamazione ufficiale dei vincitori, consegna dei premi e omaggio ai presenti del volume che raccoglie tutti i componimenti vincitori e quelli segnalati per il 2019 (a cura dell’antropologo Marco D’Aureli; Davide Ghaleb editore). Cerimoniere d’eccezione il dottor Marco Lazzari, presidente della Fondazione Carivit, ente che per quest’anno ha finanziato l’intera iniziativa. Al suo fianco i membri della giuria: Ostelvio Celestini, decano della poesia viterbese e presidente onorario della giuria stessa; Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e fine cultore di poesia dialettale; Franco Giuliani, presidente dell’associazione culturale Tuscia dialettale; l’attore e regista Pietro Benedetti, della Banda del racconto; il narratore di comunità Antonello Ricci.

Saranno presenti alcune classi delle scuole primarie del capoluogo che hanno partecipato al bando loro riservato: “Concetti”, “Volta” e “Canevari”. Interverrà anche una delegazione d’insegnanti della “Grandori” le cui classi quarte, pur decidendo di non concorrere al premio, hanno aderito all’iniziativa svolgendo una serie di attività didattiche legate al dialetto nostrano.

Il premio gode del patrocinio del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e di quello del Comune di Viterbo.

Sempre per i tipi di Davide Ghaleb Editore (collana “La banda del racconto) e sempre a cura di Marco D’Aureli, entro la fine di quest’anno vedrà la luce un’antologia critica delle poesie di Idilio Mecarini: secondo momento, dopo il florilegio di prose e versi consacrato nel 2017 all’opera di Emilio Maggini, di un trittico-tesoretto, che troverà completamento con l’intitolazione della terza edizione del premio alla sapida figura di Enrico Canevari e la contestuale riproposizione della sua opera dialettale (non mancherà un cameo riservato agli intriganti esordi vernacolari dello storico viterbese Cesare Pinzi). Ad maiora semper!

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