Il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Triennale 2019 – 2021 in materia di servizi e di beni culturali

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – E’ stato recentemente approvato  dal Consiglio Regionale del Lazio il Piano Triennale 2019 – 2021 in materia di servizi e di beni culturali. Si tratta di un piano atteso da molti anni  – l’ultimo risale al 2002 – che finalmente consentirà a musei, istituti culturali, archivi e biblioteche presenti sul nostro territorio di lavorare con maggiore programmazione, avendo certezza dei finanziamenti nell’arco del prossimo triennio.

Il Piano Triennale ha l’obiettivo di consolidare e far crescere i sistemi territoriali dei servizi culturali già esistenti ma anche incoraggiare la nascita di nuove aggregazioni che permettano alle comunità locali di creare nuovi rapporti di conoscenza sul proprio territorio e di accrescere le potenzialità di promozione, formazione e ricerca. Per valorizzare il patrimonio culturale diffuso su tutto il territorio regionale, il piano stimola la sinergia tra i diversi enti coinvolti attraverso accordi inter-istituzionali.

Due novità fondamentali per semplificare i meccanismi di accreditamento.

  1. Per i musei fa riferimento all’attualissimo modello di accreditamento elaborato per il Sistema Museale Nazionale dalla Direzione Generale dei Musei del MiBAC e sancito con il D.M. n. 113/2018.
  2. Inoltre, riconoscendo la grande eterogeneità del patrimonio culturale regionale, introduce elementi di flessibilità nei requisiti minimi degli orari di apertura che possono essere declinati su fasce orarie settimanali, garantendo un minimo di giornate di apertura annuali. Allo stesso tempo, incentiva le aperture straordinarie e serali dei luoghi della cultura, con l’obiettivo di renderli sempre più un punto di riferimento vivo per il territorio e i suoi abitanti.

    Il Piano sollecita e promuove l’accessibilità e l’apertura a tutte le fasce di pubblico attraverso:  l’eliminazione delle barriere architettoniche; la promozione di iniziative finalizzate ad una maggiore partecipazione di tutte le categorie di cittadini, con l’utilizzo di strumenti didattici tradotti nelle lingue delle comunità straniere residenti, l’ausilio di percorsi dedicati ai bambini e laboratori e percorsi fruibili da persone non vedenti e non udenti; una grande attenzione all’innovazione tecnologica, alla comunicazione e alla formazione.

Per raggiungere questi obiettivi, il Piano Triennale mette in campo risorse concrete potenziando gli investimenti fatti negli ultimi anni e attingendo anche ai fondi europei disponibili, prevedendo forme di premialità per i servizi culturali già inseriti in forme sistemiche.

Questi, in sintesi, gli investimenti previsti: Oltre 11 milioni per manutenzione straordinaria e innovazione tecnologica di cui: 6,835 milioni (Fondi Europei) con l’avviso pubblico “L’impresa fa cultura” destinato a micro, piccole e medie imprese; 4,544 milioni tra fondi ordinari per musei, biblioteche e archivi e azione cardine per musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici e complessi monumentali.

Risorse per le attività e il funzionamento di musei, biblioteche e archivi storici, con 1,7 milioni sul 2019 per valutare i risultati conseguiti e poi determinare gli stanziamenti per le annualità 2020-2021.

Risorse per il sostegno al funzionamento e per lavori di ristrutturazione e arredi degli Istituti Culturali, con  700 mila euro per il 2019 + 350 mila per il 2020

“La stesura del piano ha seguito un iter molto partecipato raccogliendo le osservazioni e i suggerimenti dei diversi rappresentanti dei luoghi della cultura regionali e i pareri favorevoli di Roma Capitale e della Città metropolitana. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, la Direzione Cultura e Politiche Giovanili per l’ottimo lavoro svolto, la Commissione Cultura e i consiglieri regionali per la grande collaborazione dimostrata – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: il Piano Triennale introduce importanti elementi di novità: favorirà una maggiore sinergia con le altre istituzioni e con i territori grazie al rafforzamento dei sistemi tematici e territoriali dei luoghi della cultura, semplificherà i meccanismi di accreditamento, favorirà l’accessibilità del pubblico, fornirà più risorse grazie anche ai Fondi Europei e consentirà una maggiore progettualità per interventi e finanziamenti”.