Mafia viterbese, il tribunale della Libertà di Roma ha rigettato le istante di revoca e alleggerimento delle misure di custodia cautelare

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NewTuscia – VITERBO – Il Tribunale della Libertà di Roma ha rigettato le istante di revoca e alleggerimento delle misure di custodia cautelare riguardanti gli imputati, arrestati nell’ambito dell’Operazione Erostrato. Motivazione del rigetto: “Sussistono il reato associativo e il metodo mafioso”.

Si tratta di 13 indagati, accusati di aver dato luogo ad un sodalizio criminale, che avrebbe assunto – o cercato di assumere per mezzo di intimidazioni e minacce – le attività commerciali del viterbese. I giudici del Tribunale di Roma indicano Giuseppe Trovato come il boss dell’associazione criminale, in quanto, dalle intercettazioni, emerge che il presunto capo abbia imitato metodologie mafiose tipiche della ‘ndrangheta, tanto che a Viterbo, Trovato sarebbe stato soprannominato “il calabrese”. In generale, quella di Viterbo, secondo i giudici di Roma, è un’organizzazione criminale di tipo gerarchico, e anche se non può considerarsi una cellula della ‘ndrangheta, presenta elementi tipici delle mafia.

Sta alle difese degli imputati, sulla base delle motivazioni di rigetto appena depositate, decidere se ci sono o meno gli estremi per ricorrere in cassazione. Il ricorso è già stato annunciato dall’avvocato del boss Giuseppe Trovato e della compagna, secondo cui le intercettazioni sarebbero inutilizzabili.

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