Giuseppina Casasole, oggi la sentenza per il suo assassino

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di Serena Biancherini

NewTuscia – VITERBO – Delitto di Giuseppina Casasole, oggi la decisione del giudice stabilirà la pena che l’ormai ventunenne operaio dovrà scontare per l’omicidio dell’imprenditrice di 59 anni residente a Bolsena, ritrovata in una scarpata nei pressi di Limone Piemonte il 30 maggio del 2017.

Il reo confesso Samuele Viale è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e su di lui incombe una sentenza che prevede l’ipotesi di ventiquattro anni di carcere. Dall’altra parte della bilancia l’avvocato della difesa ha depositato un’istanza di non luogo a procedere, avallata da due perizie psichiatriche che riportano il referto di schizofrenia e incapacità di intendere e volere al momento dell’omicidio.

Per la Pm Carla Longo invece, le perizie non sono di natura probante tale da escludere il sospetto di una simulazione da parte dell’imputato.

Le circostanze del delitto non coincidono con la versione del giovane, arrestato poco tempo dopo il ritrovamento del corpo. Sotto l’effetto dell’LSD, aveva dichiarato, l’aveva fatta precipitare nel burrone con un calcio, ma dall’autopsia è emerso che Giuseppina sarebbe morta inseguito ad un forte colpo alla nuca con un oggetto contundente e non per una caduta, mentre dalle analisi eseguite su Viale risulta che Samuele nell’ultimo mese non aveva fatto uso di stupefacenti.

L’ultima parola, dunque, al giudice.

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