Quinto Mazzoni: “Ecco la mia posizione davanti ai tributi del Comune di Montalto di Castro…”

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NewTuscia – MONTALTO DI CASTRO – Duole dover rispondere di una mancanza, di cui mi si accusa, a mezzo stampa, quando è del tutto impropria e concernente calunnie ed affermazioni infamanti sulla mia persona.

Il sottoscritto non ha alcun debito pendente con l’Ente, eppure ritrovo il mio nome su un sito:  “Montalto di Castro – Altro tsunami si abbatte sul consiglio comunale…. Eleonora Sacconi e Quinto Mazzoni erano incompatibili” con una motivazione che spiega che tra  i motivi di decadenza di un Consigliere esiste il mancato pagamento di tributi comunali accertati.  Tuttavia, dopo essermi recato negli uffici competenti, purtroppo per il Sindaco, ho riscontrato la totale assenza di tributi da me evasi e perciò non accertati! I miei conti erano e sono perfettamente in regola! (Come  da certificato dell’Ufficio Tributi dell’Ente, che allego) Nonostante questo, tra i due allegati pubblicati, e prontamente rimossi, si riportavano questioni personali.

Ricordo, inoltre, di essere stato minacciato in Consiglio comunale, durante la seduta dell’8 Gennaio scorso, dove il Sindaco Caci, poco elegantemente, in una situazione di difficoltà politica, aveva affermato di controllare la regolarità dei contributi di alcuni membri di opposizione del Consiglio stesso, mentre un post, sulla pagina del Sindaco in persona, ritraeva un povero uomo a testa in giù con pochi spiccioli fuoriuscire dalle tasche, sotto una critica nei confronti di due cittadini che si erano impegnati a verificare la loro regolarità contributiva, come se un tale atteggiamento di coscienza fosse paragonabile ad un evasione o ancor peggio ad aver rubato soldi pubblici.

I fatti diffamanti vengono aggravati, però, quando l’azione, senza alcun intervento o freno del rappresentante dell’Ente, prosegue la sua divulgazione e mi ritrovo sul Corriere di Viterbo sotto al titolo “Due Consiglieri comunali “morosi”…il Primo cittadino Caci : Che tipo di esempio ai cittadini?” Prima ancora di mostrare stupore per come sia stata possibile la fuoriuscita di documenti sensibili  dagli uffici comunali, né la presentazione di scuse per l’accaduto ai  cittadini, che da oggi non si sentiranno più tutelati dall’Ente e dal Sindaco stesso per la loro privacy, Caci si eleva, con una grande faccia tosta, in una posizione disarmante e ben poco garantista!

È chiaro che ho già provveduto a muovermi nelle sedi preposte e seguiranno conseguenze legali di rilievo sull’accaduto, privo di giustificazioni plausibili, ed a nulla aiutano le affermazioni del Sindaco sulla pagina ufficiale del Comune, dove pervade poca eleganza ed una grandissima mancanza di lucidità portatrice di errori che un Primo Cittadino non può permettersi.

Ora, però, dopo aver dimostrato come le accuse diffamanti, false ed intimidatorie, a me rivolte, chiedo al nostro Sindaco Caci, seppur resto garantista, di rispondere, con altrettanta trasparenza, sul suo rinvio a giudizio, i tre avvisi di garanzia, con l’accusa di un ammanco di circa 90.000,00 euro, oltre al sequestro di Conti Correnti  e beni privati (sembrerebbe anche che l’auto di sua proprietà) e chissà, speriamo di no, non ci sia dell’ altro che non sappiamo,  nella sua totale noncuranza nel non fare un passo indietro e continuare nella gestione di soldi pubblici, appartenenti a tutti i cittadini. Io resto garantista ma anche molto preoccupato!
Quinto Mazzoni
Consigliere comunale PD
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