Montalto, Sacconi: “Le menzogne di Caci e dei suoi amici servono solo per difendersi dalle indagini per peculato”

Riceviamo e pubblichiamo

MONTALTO DI CASTRO – Con grande meraviglia ho appreso che un quotidiano on-line riferisce notizie, arbitrarie e prive di qualsivoglia fondamento, sulla mia personale situazione finanziaria, pubblicando addirittura una mia richiesta di rateizzazione di un presunto mio debito, recentemente depositato al protocollo dell’Ente.

Dopo poche ore da questa “notizia”, di nuovo con meraviglia, apprendo che tale mia richiesta (unitamente a quella di altro consigliere di minoranza) è scomparsa dall’articolo pubblicato su un noto quotidiano online (senza alcuna firma dell’articolista) dal titolo “Montalto di Castro – Altro tsunami si abbatte sul consiglio comunale – Esposto contro il segretario comunale con non ha controllato la posizione di alcuni consiglieri comunali. Eleonora Sacconi e Quinto Mazzoni erano incompatibili”.
Il quotidiano riferisce che sarebbe stato presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia per un presunto abuso d’ufficio e per i reati connessi e commessi apparentemente dal segretario dell’Ente Pubblico, Laura Criscione.

A parte l’inattendibilità di tale notizia preciso che il Comune, di cui sono consigliere di minoranza, a suo tempo aveva inoltrato delle richieste di pagamento per tasse locali apparentemente non pagate; in realtà come ho dimostrato al funzionario del Comune (titolare del mio PERSONALE trattamento) e, come sto ulteriormente dimostrando fornendo le prove documentali di tali presunzioni, l’importo richiesto a rateizzazione, nel tempo si sta riducendo notevolmente e credo che si possa azzerare completamente.

Quindi mi chiedo, unitamente al mio legale che ho già contattato, chi possa aver fornito al giornalista, i dati sensibili della mia persona che andavano tutelati, come peraltro prescrive il Garante per la protezione dei dati personali con la Deliberazione n. 17 del 19 aprile 2007 e s.i.. e da una recente Sentenza della Cassazione che sancisce che nemmeno il primo cittadino può accedere ai dati privati di qualsiasi contribuente residente nel suo Comune.

Se in questo Comune si vuole fare della buona politica si è investiti dalla pochezza di queste azioni politiche? che tentano di minare la credibilità dell’avversario; d’altronde la “marcia indietro” del giornalista nel cancellare dal suo articolo la mia richiesta personale all’ufficio tributi dell’Ente è come si dice in materia penale una prova della mia assoluta buona fede e della mala fede di chi ha fornito il documento.

In riferimento alle dichiarazioni del sindaco Caci sul Corriere di Viterbo vorrei solo ricordare al sindaco che l’indagine di peculato nei confronti di Fondazione Vulci è in capo a lui per un totale di € 94.000,00 per un mancato controllo e vigilanza sugli uffici, Vigilanza che non adotta neanche nei confronti degli uffici comunali che sono in balia della sua noncuranza nei confronti del paese e delle sue scelte incoerenti che continua a fare come la riduzione dei contributi al Parco di Vulci che prevederanno sicuramente una riduzione di orario di lavoro dei dipendenti della società.

Qualcuno dovrà pagare per questa nefandezza e per il tentativo di gettare fango sulla mia persona e si può fare, a questo punto, solo in aule giudiziarie e non in quelle politiche.

Eleonora Sacconi