Sblocco delle assunzioni nella sanità per le regioni e misure per aree svantaggiate e piccoli comuni

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – I ministeri della Salute, dell’Economia e le Regioni hanno trovato l’intesa per superare l’attuale vincolo di spesa (il budget del 2004 diminuito dell’1,4%). La soluzione potrebbe passare attraverso un emendamento al Disegno di Legge Concretezza, ora all’esame della Camera, oppure entrare in uno dei prossimi decreti.

In arrivo lo sblocco pieno delle assunzioni per le Regioni. 

I tentativi per oltrepassare la soglia sulle assunzioni non sono mancati. A fine gennaio – si legge in un lancio dell’Ansa – fallì, suscitando polemiche, l’operazione per inserire lo sblocco nel decreto semplificazioni. Il vincolo di spesa, che viene calcolato su base regionale, in questi anni ha colpito le Regioni in regola con i conti, ma anche quelle sottoposte ai piani di rientro che tra l’altro  devono rispettare anche altri paletti (primo tra tutti il blocco del turnover al 15%). A causa dei vari steccati, secondo le stime della Cgil negli ultimi dieci anni la sanità avrebbe perso circa 50 mila unità di personale.

Per il vicepresidente, Giovanni Toti (Presidente della Liguria), al termine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 21 marzo, lo sblocco del tetto di spesa per l’assunzione del personale in sanita‘, concordato con il Ministero della Salute e il Mef “e’ un passo avanti importante che consente alle Regioni di modulare le proprie esigenze in modo piu’ flessibile, era un punto da molto tempo inchiodato per una posizione molto rigida del Ministero dell’Economia”.
“In questi giorni – ha sottolineato il ministro della salute Giulia Grillo – ho portato avanti il mio impegno per superare l’anacronistico blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Ssn”.

Per il Sottosegretario alla Salute, Luca Coletto “Il via libera della Conferenza delle Regioni all’emendamento che prevede  l’abbattimento dei limiti di spesa all’assunzione del personale medico è una boccata ossigeno per il sistema sanitario nazionale che rischia l’asfissia”.

 I Comuni italiani associati  nell’Anci  “salutano con favore il provvedimento del governo che dà un sostegno fondamentale ai piccoli negozi delle aree svantaggiate e contribuisce al rilancio dell’Agenda Controesodo.

L’Associazione ha seguito sin dall’inizio, e con la massima attenzione, l’iter del provvedimento, sollecitando l’esecutivo, da ultimo con una lettera del presidente Antonio Decaro al ministro Erika Stefani”.

Così Massimo Castelli, coordinatore Anci dei piccoli Comuni, commenta il decreto firmato dai ministri per gli Affari regionali, dell’Interno e del Ministero dell’Economia e Finanze  con il quale vengono stanziati 11 milioni di euro a favore dei comuni montani per finanziare iniziative di sostegno alle attività commerciali e consentire di implementare servizi a favore del terzo settore.
“Spero sia un apripista verso la fiscalità di vantaggio, fondamentale per salvaguardare il tessuto commerciale dei territori periferici. E’ importante – ricorda Castelli – che sia passato il principio di destinare risorse (all’inizio inserite in un fondo per la montagna) partendo dal sostegno agli esercizi commerciali per contrastare la desertificazione dei territori. Un piccolo negozio nelle aree svantaggiate ha una funzione strategica, comparabile ad un vero servizio pubblico”.
Per il coordinatore Anci il decreto si inserisce come tassello della strategia più complessiva delineata con l’Agenda Controesodo: “Vanno tenute in vita le attività economiche esistenti, e anzi ne vanno create di nuove; solo in questo modo si favorirà occupazione, antidoto contro lo spopolamento delle aree marginali del Paese” conclude Castelli.

Soddisfatto anche Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Anci con delega ai piccoli Comuni: “Ancora una volta l’Associazione consegue un grande risultato, un segnale importante nella difesa degli esercizi commerciali nei piccoli territori e per la qualità della vita di chi ha deciso di continuare ad abitarci. Ci auguriamo che a questo provvedimento del governo segua un’attenzione sempre più forte verso le aree rurali interne e i piccoli Comuni: difendendo questi territori si favorisce il loro ripopolamento, cosa che avvantaggia anche i centri urbani. Auspichiamo ora la più rapida conclusione dell’iter, presumibilmente entro tre mesi, che porterà all’erogazione del finanziamento”, conclude il vice presidente Anci.