Vicenda chiusura piscina comunale di Viterbo, un utente: “Così si prendono in giro i viterbesi”

NewTuscia – VITERBO – Il sottoscritto, utente della palestra annessa alla piscina comunale di Viterbo salita agli “onori” della cronaca cittadina per l’ennesima inaspettata chiusura, denuncia il comportamento inqualificabile sia dell’amministrazione comunale, sia di chi gestisce gli impianti suddetti; infatti costoro, pur sapendo che i gravi problemi esistenti e non risolti avrebbero portato prima o poi alla chiusura della struttura, non hanno esitato a nascondere la grave situazione e a carpire la buona fede degli utenti, malcapitati, facendogli sottoscrivere una serie di abbonamenti di vario tipo sia di durata breve che annuale.

Non solo, ma in occasione delle due inaspettate, per noi, chiusure degli impianti si continua come niente fosse a prendere in giro gli utenti, affiggendo degli avvisi di chiusura per manutenzione in corso, quando lo sanno tutti, ora, che i problemi sono di ben altra natura e cioè debiti fornitura acqua Talete, ecc. ecc.,ma per chi ci hanno preso??

Senza poi contare il fatto, per me surreale, che ha dell’incredibile per cui il Comune di Viterbo proprietario degli impianti e, per chi non lo sapesse, principale azionista della Talete non alza un dito per non far chiudere i contatori dell’acqua. In pratica si “autochiude” l’acqua da solo. Ma stiamo scherzando? Ma in che città viviamo? Problemi che si trascinano da anni. Ma dove stavano coloro che dovevano controllare?

Per finire speriamo che questa storia finisca al più presto, sinceramente non lo credo ed è per questo che si invita chi di dovere a darsi cortesemente una mossa per risolvere finalmente, speriamo, questa situazione non più accettabile; oppure si prenda atto della situazione e si provveda in tempi celeri a rimborsare le somme versate per gli abbonamenti o quant’altro, insieme ai certificati medici, per dare la possibilità agli utenti di fare altre scelte in altre strutture, lo sport è  un diritto di tutti e le decisioni immediate sono un imperativo per non mandare a monte anni di sacrifici e di preparazione atletica.

Morale della favola: così certo non si fa l’interesse della nostra città.

Fiorini Doriano