Vittorio Sgarbi: Corona “colpevole di eccessiva superficialità”, valutazione non riguarda sfera penale ma morale

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. Il carcere per Corona è evidentemente una misura moralistica e inquisitoria, così come le condanne per reati che hanno a che fare col pettegolezzo o la violazione della privacy.

La misura per tali reati, che non rappresentano un danno alle persone o al patrimonio, dovrebbe essere la pena pecuniaria. Tant’è che gli affidamenti terapeutici e la libertà sostanziale di cui ha goduto danno la misura della non pericolosità sociale di Corona. Adesso si scopre che deve tornare in galera perché non ha rispettato alcune regole o alcune “restrizioni”, facendosi spesso riprendere dalle telecamere. Certo, io l’ho visto, l’abbiamo visto, ma non mi è sembrato né pericoloso né offensivo.

E mi sembra che solo l’arbitrio del magistrato, non una legge, possa impedire a una persona di esprimere le proprie opinioni in casa, in televisione o in piazza. Mi sembrano forme di abuso e di arbitrio e non mi sembra accettabile la motivazione indotta dal magistrato di sorveglianza Simone Luerti che ha giudicato Corona “colpevole di eccessiva superficialità”. La valutazione non riguarda la sfera penale ma quella morale. E’ quindi inaccettabile.  Così in una nota l’on. Vittorio Sgarbi

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