Il Papa scrive da Loreto il giorno dell’Annunciazione la Lettera ai giovani “Cristo vive”

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il Papa ha scelto  Loreto e il giorno dell’Annunciazione, per la firma della Lettera post-sinodale ai giovani “Christus vivit”, “Cristo vive”, titolo annunciato dallo stesso Pontefice nel suo discorso. La firma è avvenuta alle 10,20 subito alla fine della Messa celebrata nella Santa Casa direttamente sull’altare dove poi Francesco ha deposto una rosa d’oro. 

Il testo della lettera post-sinodale indirizzata ai Giovani sarà reso pubblico il 2 aprile prossimo .

Papa Bergoglio era  atterrato presso il centro giovanile Giovanni Paolo II a Montorso, dove lo attendevano l’arcivescovo prelato, Fabio Dal Cin, il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, il prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto e Paolo Niccoletti, sindaco di Loreto.

Francesco ha poi raggiunto immediatamente il Santuario della Santa Casa , che dista pochi chilometri, dove ha celebrato la Messa nella Santa Casa, prima volta di un Papa dopo 162 anni.

È entrato nella Santa Casa, all’interno del Santuario, da solo, e si è seduto a una sedia davanti alla statua della Vergine. Lunghi minuti di profondo silenzio e raccoglimento con gli occhi pieni di commozione puntati sulla sacra effigie.

I contenuti salienti della lettera alle nuove generazioni saranno:  “Ascolto della parola-progetto di Dio, discernimento, decisione”.

Papa Francesco ha proclamato che “Maria è il modello di ogni vocazione e l’ispiratrice di ogni pastorale vocazionale. Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali”.

E’ necessario, dunque, “riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”.

Giovani e famiglia al centro delle parole di Papa Francesco.

Papa Bergoglio  ha poi caratterizzato il ruolo della città di Loreto: “Penso a Loreto come a un luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione, alla scuola di Maria. Un polo spirituale a servizio della pastorale vocazionale”. Il Papa ha anche auspicato che “sia rilanciato il Centro “Giovanni Paolo II” a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo”.

Un invito particolare è   stato rivolto dal papa all’attenzione verso i giovani che anche nelle ore serali  frequentano la Basilica che ospita la Santa Casa: “dove i giovani e i loro educatori possono sentirsi accolti, accompagnati e aiutati a discernere.”

Di qui la sua richiesta ai Frati Cappuccini, lodati per il loro impegno nelle confessioni, “di estendere l’orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e l’inizio della notte quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione.

Il Santuario della Santa Casa di Loreto, anche a motivo della sua collocazione geografica al centro della Penisola, si presta per diventare, per la Chiesa che è in Italia, luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia.

È necessario, infatti, che all’entusiasmo della preparazione e celebrazione di questi eventi corrisponda poi l’attualizzazione pastorale, che dia corpo alla ricchezza dei contenuti, mediante proposte di approfondimento, di preghiera e di condivisione”.

L’esperienza domestica di Maria, ha proseguito il Pontefice, “sta ad indicare che famiglia e giovani non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamente uniti”.

Un parola significativa di papa Francesco di sollievo   agli ammalati. “La malattia ferisce la famiglia e i malati devono essere accolti dentro la famiglia. Per favore non cadiamo nella cultura dello scarto – ha aggiunto a braccio – che viene proposta da molteplici colonizzazioni ideologiche”.

La Casa e la Famiglia, infatti, “sono la prima cura del malato nell’amarlo, sostenerlo, incoraggiarlo e prendersene cura. Ecco perché il santuario della Santa Casa è simbolo di ogni casa accogliente e santuario degli ammalati. Da qui invio ad essi, tutti, ovunque nel mondo, un pensiero affettuoso”.